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"Tutta la verità" di Focus sull'11/9

di Massimo Mazzucco - 12/03/2007

 

Sull'onda della popolarità raggiunta dall'argomento nell'autunno scorso, nel febbraio di quest'anno anche la rivista Focus ha voluto darci la "sua" verità sui fatti dell'11 settembre.

Lo ha fatto purtroppo in maniera affrettata e superficiale, mantenendo una costante angolazione critica, verso chi contesta la versione ufficiale, che non depone certo a favore di una equilibrata ricerca della verità. L'articolo inoltre dimentica di affrontare alcuni fra gli argomenti più importanti in assoluto del dibattito in corso, mentre riporta spesso informazioni decisamente errate e fuorvianti rispetto ai fatti accertati.

Quello che segue è il servizio completo di Focus, pagina per pagina, con le nostre annotazioni sugli errori più vistosi. In coda all'articolo trovate la lista delle omissioni più importanti rilevate nel medesimo. E' soprattutto questo il punto debole dell'articolo, …


… che non rende certo un buon servizio al lettore che si avvicinasse per la prima volta a questo complesso e delicato argomento.

Siamo certi che una rivista seria come Focus, che ha avuto inoltre l'ambizione di intitolare l'articolo "Tutta la verità", saprà correggere nella giusta sede e con la giusta visibilità tutto quanto dovuto.


NOTA: Mi ero impegnato con il Direttore di Focus a fargli avere questa critica molto prima di questa data, e me ne scuso con lui, ma una serie di ritardi, sommati al recente "caso Matrix" (che avrebbe rischiato di sovrapporre questa analisi a Crono912, creando inutile confusione) hanno imposto di rimandare fino ad oggi la sua pubblicazione. M.M.

L'articolo di FOCUS

NOTA: Nei box bianchi (come questo) sono riportate, pagina per pagina, tutte le citazione contestate dell'articolo, mentre gli ovali verdi sulle pagine NON indicano tutte queste citazioni, ma soltanto alcune

PAGINA 22




Un sondaggio condotto a luglio da Scripps News Service dimostrò che... un americano su tre non crede che 19 arabi abbiano potuto mettere in ginocchio la più grande potenza mondiale.


Volendo, c'è stato anche il recente sondaggio di Zogsby, secondo il quale il 42% dei newyorkesi non crede alla versione ufficiale. E' interessante notare come la percentuale di scettici cresca con la vicinanza alla "fonte prima" di informazione.


E un pò anche per (inconscio?) razzismo: gli arabi non possono aver portato a termine un attentato simile.


Fra le mille spiegazioni mai partorite dai giornalisti, nel tentativo di trovare una giustificazione "esterna" al complottismo, quella del "razzismo (inconscio?)" è davvero una novità assoluta. Dobbiamo forse dedurre che se a compiere le stesse acrobazie attribuite a quei "poveri beduini" fossero stati 19 purissimi ariani, nessuno avrebbe dovuto sospettare di nulla? (Non è l'etnia, a far nascere i sospetti, ma il fatto che nessuno dei 4 avesse mai guidato un jet nella sua vita.)



PAGINA 23




Il rasoio di Occam è una lama molto efficace, ma taglia in tutte le direzioni:

Dai passaporti che si salvano miracolosamente dalle fiamme, alla velocità di caduta dei tre edifici, al kerosene che fa crollare edifici in acciaio, sono proprio le leggi della fisica a essere state violate dalla versione ufficiale dell'undici settembre.

Per quel che riguarda "la soluzione più semplice", bisogna riconoscere che la versione ufficiale è spesso così contorta e improbabile da fare rivoltare Occam nella sua tomba. Questo esempio dovrebbe bastare per tutti:

Volendo dirottare un aereo che parte alle 8 del mattino da Boston, e trovandovi già a Boston la sera prima, cosa scegliereste?

a) Non farsi vedere troppo in giro, andare a letto presto, e recarsi all'aeroporto di buon ora.

b) Affittare una macchina, guidare per tre ore fino al Maine, farsi fermare per eccesso di velocità, farsi fotografare al bancomat e al supermercato, dormire tre ore in un motel, e poi all'alba prendere un volo locale che ti riporta Boston, giusto un tempo per non perdere una coincidenza (con i volo che intendi dirottare) talmente ristretta che la tua valigia finisce per restare a terra?

(Per chi non lo sapesse, è grazie a questa improvvisa "gita fuori porta" che abbiamo potuto recuperare la valigia di Mohamed Atta, con tanto di passaporto del medesimo. Se invece i dirottatori avessero dormito a Boston, e si fossero imbarcati direttamente sul volo da dirottare, noi non avremmo mai conosciuto l'identità del "ringleader").

Sarebbe poi interessante sapere cosa ne pensa Occam di un dirottatore (sempre Atta) che mette il proprio passaporto - insieme al testamento, ai manuali di volo del Boeing 767, e a due divise rubate della American Airlines - nella valigia che imbarca su un volo con il quale ha deciso di andarsi a schiantare contro un grattacielo.



PAGINA 24




"Le spiegazioni ufficiali ... hanno ricevuto une serie di obiezioni. Ecco le principali".


Come vedremo alla fine, Focus non affronta affatto le "principali obiezioni", ma solo alcune di esse, mentre le più gravi non vengono nemmeno citate.

I giornalisti, e soprattutti i loro direttori, hanno delle serie responsabilità verso i cittadini, specialmente su una materia così delicata e importante come quella dell'undici settembre, dove la disinformazione inizia proprio dal nasconderne i veri problemi, dando tutto lo spazio a quelli meno importanti. (Prosegue poi col tentativo di minimizzare anche questi, e si conclude dimenticandosi di prendere in considerazione i problemi anche tutti insieme, e non solo uno alla volta).

"Secondo gli autori del film Inganno Globale le cariche esplosive sono l'unica spiegazione possibile del crollo delle due torri".
 
Il film non fa nessuna affermazione di questo genere, ma si limita a mostrare un confronto con delle normali demolizioni controllate, lasciando che sia lo spettatore a decidere quale possa essere stata la causa effettiva dei crolli delle Torri Gemelle. La differenza è sottile, ma è sostanziale.

"Le torri erano costruite per resistere a un incidente con un Boeing 707 [... ma] non avevamo previsto un incendio alimentato dal carburante". [Leslie Robertson].

Leslie Robertson non era solo "uno dei progettisti" delle Torri, ma il responsabile vero e proprio per la loro solidità strutturale. E poichè il progetto prevedeva appunto che queste avrebbero retto all'impatto di un grosso aereo commerciale, Robertson dovrebbe essere ritenuto il diretto responsabile per la morte di tutti coloro che erano sopravvissuti all'impatto, ma che sono poi morti nei susseguenti crolli delle Torri. Mentre nessuno è mai stato nè denunciato nè incriminato per questo, e Robertson continua a tutt'oggi la sua attività di architetto ai massimi livelli mondiali.

Da cui la (presumibile) necessità da parte sua di giustificare in qualche modo questo incomprensibile disinteresse delle autorità per le sue mancate responsabilità. A conferma della sua delicatissima posizione, è nata addirittura una pagina che raccoglie le innumerevoli contraddizioni a cui Robertson (insieme a molti altri) è stato costretto in tutti questi anni.

Spendiamo ancora un pò di tempo su questo punto, poichè è molto importante: anche ammettendo che i progettisti avessero previsto l'impatto di un aereo "ma non l'incendio alimentato dal carburante", non c'era da aspettarsi almeno di vedere Robertson dare queste spiegazioni in tribunale, in maniera precisa e documentata, sotto l'occhio attento dei parenti delle vittime e delle telecamere di mezzo mondo?

Lo stesso Danilo Coppe, da noi intervistato, si è dichiarato stupito del fatto che non ci sia nemmeno stata una causa legale in proposito.

In ogni caso, è possibile smentire in modo diretto l'affermazione di Robertson, grazie a questo documento pubblicato dallo stesso NIST, che risale al 1964, a firma di Jeff Skilling (un altro importante progettista delle Torri Gemelle):

Nel riquadro a centro-pagina (punto 3) si legge: "E' stata fatta una ricerca, e gli edifici risultano essere sicuri nel caso dell'impatto di un un grosso aereo di linea, come il Boeing 707 o il DC-8, che viaggiasse a 600 Mph. Le analisi hanno indicato che questo impatto comportebbe solo dei danni nella zona colpita, ma non potrebbe causare il crollo dell'edificio, nè un suo danno sostanziale, e non metterebbe a repentaglio la vita di coloro che non si fossero trovati nelle vicinanze del punto di impatto".

Al punto 5 inoltre si conferma una robustezza di circa sedici volte rispetto ad un normale edificio con struttura convenzionale.



In un'intervista al SEATTLE Times del 1993, in occasione del primo attentato al World Trade Center, Skilling dichiarò inoltre:

"Our analysis indicated the biggest problem would be the fact that all the fuel (from the airplane) would dump into the building. There would be a horrendous fire. A lot of people would be killed," he said. "The building structure would still be there." "La nostra analisi indicò che il problema maggiore sarebba stato causato dal rovesciamento all'interno dell'edifico di tutto il carburante (dell'aereo). Vi sarebbe stato un incendio pazzesco, e molte persone sarebbero morte" ha detto "ma la struttura sarebbe ancora lì".

Come si vede - e come è logico pensare - non è affatto vero che "non avessero preso in considerazione le conseguenze dell'incendio".

Ma l'articolo di Focus dimentica di dire la cosa più importante di tutte: Robertson ha dichiarato - e lo si vede anche in Inganno Globale - che "le circostanze dell'11 settembre erano al di fuori di quelle previste dal progetto".

Quali potrebbero essere queste "circostanze" esterne, sufficienti a far crollare le Torri, ma tali da non implicare una sua responsabilità?



PAGINA 25




"... 10 profilati su 4 piani"

Detto in quel modo, sembrerebbe che di questi 4 piani fosse rimasto poco o nulla. Ecco invece un grafico dei danni alle colonne portanti calcolati, proprio dal NIST, al World Trade Center 1:


Dove sarebbero i “10 profilati asportati” sulle 47 colonne centrali?

"Se non si fossero incendiati i 38.000 litri di carburante ..." " ...se nel centro dell'incendio c'erano 1500 gradi centigradi ..." [Danilo Coppe]

Ricordiamo che il carburante di UA175 è esploso in buona parte all'esterno della Torre Sud, creando la famosa palla di fuoco che tutti ricordiamo. Questo rende la citazione di Coppe tanto invalida quanto fuorviante.

Inoltre Danilo Coppe, in un probabile eccesso di confidenza, parla di una temperatura di mille e 500 gradi centigradi, quando tutti sanno che un incendio di kerosene può raggiungere al massimo 800° C., e soltanto in condizioni ottimali. Per quanto l'affermazione di Coppe sia virgolettata, riportare un tale strafalcione senza nemmeno verificarlo non depone certo a favore della solidità dell'articolo.

"Sunder .. ha calcolato..."

E' curioso che l'autrice abbia scelto di riportare proprio l'opinione di Shyam Sunder, che è il portavoce della versione ufficiale secondo il NIST, senza citare anche opinioni equivalenti, ma del tutto contrapposte. Dimentica inoltre che lo stesso Sunder ha dichiarato di recente, sul New York Magazine, di non avere la minima idea dei motivi del crollo del WTC7: "But truthfully, I don’t really know. We’ve had trouble getting a handle on building No. 7" ["In verità, non lo so. Abbiamo avuto dei problemi a capire l'edificio 7".]



PAGINA 26




"Perchè cadde la torre 7"


Stupisce la didascalia nell'articolo, così affermativa e sicura, che fa supporre che una spiegazione per il crollo di WTC7 da qualche parte esista. Mentre a tutt'oggi - come ha appena confermato anche Sunder - nessuno è ancora riuscito a spiegare il motivo preciso del crollo della terza torre. Lo stesso NIST ha rimandato la questione al futuro, mentre Danilo Coppe, nella nostra intervista, dichiara di "non avere elementi sufficienti per spiegarlo".

Quello che invece sembra avere le idee più chiare è un suo collega olandese, Danny Jovenko:



Idee che Jovenko ha confermato in questa recente intervista telefonica.



PAGINA 27



"la Torre 2 si consumò dall'alto verso il basso", mentre "in una demolizione controllata il crollo dell'edificio inizia dal basso, e lo 'consuma' piano piano".

L'articolo sembra dimenticare che le normali demolizioni controllate sono assolutamente legali, e che quindi non c'è nessun problema a farle apparire per quello che sono, mentre nel caso delle Twin Towers si sarebbe trattato di abbatterle simulando un crollo spontaneo. Da qui la necessità di fare partire tale crollo dal livello di impatto di ciascun aereo, per poi procedere verso il basso.

Inoltre, non è affatto detto che le demolizioni debbano iniziare tutte dal basso, e la foto accanto lo dimostra.

Ogni demolizione fa storia a sè, e diverse strutture richiedono ovviamente procedure diverse. 


"il collasso interno precede di tre piani il crollo della facciata, ed è invisibile dall'esterno"

 La cosa viene data come un fatto acclarato, mentre questa affermazione non è supportata da nessuna documentazione conosciuta, ed è in netto contrasto con i ragionamenti più elementari, per un motivo che vedremo fra poco.

"aria e polveri, presenti fra un piano e l'altro, sono spinti fuori da sbuffi, interpretati dai complottisti come esplosioni."

Veramente quelli che i complottisti "interpretano" come esplosioni avvengono a volte anche una ventina di piani più sotto del livello di caduta della Torre, hanno una potenza impressionante per essere dei semplici "sbuffi", ...


... e sono inoltre molto simili agli "squibs" delle normali demolizioni:



"Secondo esperti italiani e americani il calore ha ammorbidito le restanti putrelle centrali delle Torri, rendendole incapaci di reggere i piani superiori".

(Rispondiamo così anche al punto precedente): l'affermazione è tanto generica quanto errata, poiché le "putrelle centrali" - ovvero i piloni di supporto in acciaio, marcati dalla lettera "C" nella foto sotto- non reggevano affatto i piani superiori, ma costituivano la stessa struttura portante a cui pavimenti ("P") erano agganciati lateralmente. Non c'era quindi nulla al di sopra di questi piloni che gli potesse cadere addosso, se non i piloni stessi. (Ecco perchè resta molto difficile immaginare questa struttura in acciaio che colpisce se stessa dall'alto, arrivando ad distruggersi praticamente fino alle fondamenta).




Kausel ha stimato l'energia potenziale delle Torri in "10 seguito da 19 zeri" erg.


Perché si usa l'erg come unità di misura? (l'unità di misura dell'energia nel sistema MKS è il Joule). In secondo luogo usando i dati riportati la formula dell'energia potenziale è M (in Kg) * g * h (baricentro, che si trova a metà, quindi 206 metri). Il risultato è 10^12 joule (1 terajoule).

L'erg si usa come unità di misura nello studio, ad esempio, degli elettroni, non del crollo di un edificio, ma siccome un erg equivale a un decimilionesimo (10^-7) di joule il numero risulta astronomico. Perché non dire che le torri erano alte 4,11 * 10^11 (10 seguito da 11 zeri) nm?

In ogni caso nessuno ha ancora saputo spiegare in maniera convincente da dove provenga l'energia che genera la cosiddetta "fontana di cemento", indicata dal punto interrogativo che abbiamo sovrapposto all'immagine di pag. 27 (più sopra).


"L'ipotesi degli esplosivi regge solo se si ipotizza che siano stati piazzati nei piani colpiti dagli aerei".


Questo non è vero. Esistono da tempo sofisticate tecnologie che permettono di teleguidare un aereo su un preciso punto di impatto, invece di stare a dannarsi per indovinare a che piano questo potrà colpire l'edificio.



PAGINA 28





"i sismografi della Columbia University di Palisades non hanno registrato vibrazioni indipendenti"


Se le esplosioni avvengono durante il crollo, non si capisce perchè i sismografi dovrebbero registrare "vibrazioni indipendenti".

In ogni caso, ecco il tracciato della Columbia University di Palisades di cui parla l'articolo. Proprio all'interno del crollo si registra un picco decisamente fuori scala in ambedue i tracciati:



A che cosa potranno corrispondere questi due picchi estremi, visto che avvengono più vicino all'inizio del crollo stesso che non verso la fine?


"evidenti i detriti del Boeing" (didascalia foto con lamiera sul prato)


Non vi è assolutamente nulla che possa far risalire quel pezzo di lamiera, o un qualunque altro detrito ritrovato sul prato, ad un Boeing 757-200. Anzi, nel caso particolare si può sostenere che in tutta probabilità quello NON POTEVA essere un pezzo di Boeing della American. Eccone il motivo:



Sul pezzo di lamiera si vede una parte di una lettera che - a causa della forma, e dello spazio che c'è alla sua destra - può essere solo la "N" finale della scritta "American" che sta sulla fiancata destra dell'aereo (ovale nella foto sotto).



Sulla fiancata sinistra infatti (cerchio a destra, nella foto sopra) lo spazio fra l'ultima lettera e il portellone è molto minore di quello che si vede nel rottame fotografato sul prato, mentre sulla fiancata destra dei Boeing della American c'è una certa distanza fra la lettera "N" finale e il portellone. Sotto vedete altri B-757 della American, che presentano tutti la stessa distanza ravvicinata fra la "N" e il portellone sulla fiancata di sinistra.



Sarebbe quindi come dire che un'automobile si è schiantata contro in muro, e che un pezzo della sua portiera di destra è finito a centinaia di metri sulla sinistra del punto di impatto, mentre il resto della macchina è scomparso nel nulla. Tutto è sempre possibile, ovviamente, ma da questo a sostenere che quel pezzo di lamiera dimostra la presenza del Boeing al Pentagono ce ne passa.


Quanto ai rumori molto forti, possono sembrare esplosioni...


Sembra un modo un pò troppo sbrigativo per sbarazzarsi da una gran quantità di testimonianze che parlano chiaramente di esplosioni nei seminterrati, e a diverse altezze degli edifici. Inoltre, CERTI rumori forti potranno anche "sembrare esplosioni", ma ve ne sono altri per i quali è molto difficile sostenere che NON si tratti di esplosioni. Questo è un esempio:





"Secondo Inganno Globale [il WTC7] era uscito indenne dall'attentato, ma crollò lo stesso. Perchè? Perchè come gli altri fu fatto crollare con l'esplosivo".

Inganno Globale non dice affatto che il WTC7 fosse "uscito indenne dall'attentato", fa solo notare che è crollato pur non essendo stato colpito da nessun aereo.

Come già detto, inoltre, il film non trae nessuna conclusione sul modo in cui sarebbero crollati gli edifici, ma si limita a riportare i più importanti elementi che mettono in dubbio la versione ufficiale, sottolineando che i medesimi compaiono regolarmente in tutte le più comuni demolizioni controllate.

"Secondo Inganno Globale, "pull it" è un termine tecnico che significa demolizione controllata, e quindi Silverstein avrebbe ammesso di aver autorizzato la demolizione".

Inganno Globale non fa il minimo accenno alla dichiarazione di Silverstein. L'autrice deve aver fatto confusione con qualche altro film. In compenso possiamo tranquillamente smentire l'affermazione (a pag. 30, più sotto) secondo cui "pull it" non sarebbe un termine usato nelle demolizioni controllate:




"We are getting ready to pull building 6", ha detto la voce che ha risposto al telefono. Quello che è poi accaduto all'edificio lo possono vedere tutti.

In secondo luogo, le "precisazioni del portavoce di Silverstein" non arrivarono affatto "il giorno successivo", ma oltre un anno dopo, quando cioè qualcuno si accorse di quella frase, presente in un documentario, e giustamente la additò a "smoking gun" dell'intera questione demolizioni. Solo a quel punto intervenne la "precisazione" di cui parla l'articolo, che in casi come questo sarebbe più accurato definire "damage control", ovvero "contenimento dei danni".

In ogni caso, la tesi che il termine "pull it" fosse riferito alle squadre di pompieri da "ritirare" - come vorrebbe sempre la citazione di Dara McMillan - è smentita alla radice dal fatto stesso che nessuna squadra di pompieri stesse lavorando all'interno del WTC7 in quel momento. Come si può vedere dalla clip che segue, si sapeva anzi con anticipo che l'edificio sarebbe stato demolito, e la zona stava giustamente venendo evacuata:




Forse non tutti si rendono conto di quello che hanno appena sentito, ma questa clip video DIMOSTRA che WTC7 non è affatto caduto in maniera "spontanea", ma che è stato demolito intenzionalmente. 


PAGINA 30



"Il buco nel muro dell'edificio è largo 19 metri"  e poi "questo, secondo la tesi ufficiale, spiega la breccia di "soli" 19 metri nel muro: l'aereo era quasi parallelo al suolo e quindi l'angolo di impatto nel muro era di 90 gradi."

Non vi è nessuna "breccia nel muro di 19 metri", se non quella causata dal crollo stesso dell'edificio, che è però avvenuto venti minuti circa dopo l'impatto:


Mentre inizialmente la facciata del Pentagono si presentava così:



Come si vede, la parete è ancora tutta in piedi, e sulla facciata si vede un foro di entrata largo 4-5 metri al massimo (nell'ovale). Più in basso a sinistra si vede una spaccatura larga circa altrettanto, che risulterà però essere la probabile conseguenza dell'esplosione della parete verso l'esterno. Ma anche considerando l'intera superficie come unico foro di entrata, si arriva ad una dozzina di metri al massimo, che non bastano di certo ad accomodare un Boeing che è largo 3 volte tanto, ed il cui timone di coda arriva quasi alla sommità dell'edificio stesso.

L'affermazione di FOCUS sulla "breccia di 19 metri" è quindi completamente falsa, e costituisce un gravissimo episodio di disinformazione, visto che tutta la diatriba sul Pentagono è basata proprio sulle dimensioni del foro di entrata.
(Sulla "angolazione di 90°" torniamo fra poco).
 

Inoltre, i grandi rulli di cavo elettrico che si vedono al centro della foto, e che erano presenti già prima dell'impatto, sono quasi tutti rimasti in piedi, e questo a sua volta rende molto difficile che l'aereo stesse volando rasoterra come sostiene l'articolo.

E come vorrebbe la versione ufficiale, nei noti filmati della telecamera di sicurezza del Pentagono che ritraggono il momento dell'impatto (ma sfortunatamente non ci permettono di capire di che aereo di trattasse).


"Secondo una teoria complottista, la breccia del Pentagono è troppo piccola per un Boeing: l'avrebbe causata un missile". 

Accanto a questa affermazione compare l'immagine di un determinato tipo di missile, con le alette particolarmente strette, che l'autrice utilizza per sostenere che


"la posizione dei pali della luce abbattuti non è compatibile con le alette di un missile".


Davvero un metodo curioso di ragionare: prima si attribuisce alla controparte una affermazione che non ha mai fatto, poi si sceglie con proprio comodo l'immagine che meglio si presta al gioco, e infine la si smentisce impunemente.

Mentre nessuno può escludere che esistano "missili", o altri tipi di velivolo militare, con una apertura alare sufficiente ad abbattere quei pali. A sua volta non è affatto detto che i pali siano caduti a causa dell'impatto con le ali dell'aereo. Possono averlo fatto per il vortice d'aria creato dal suo passaggio (viaggiava a circa 900 km./h), come possono essere stati segati in precedenza (un paio di essi sembrano davvero esserlo stato, fra l'altro) proprio per farli apparire "divelti" da un aereo molto più largo di quello che sarebbe effettivamente passato.


"Migliaia di persone hanno visto aereo e passeggeri"


Questa è una affermazione talmente spropositata che merita da sola un articolo di correzione. Anche perchè queste "migliaia" di persone nel testo diventano addirittura "decine di migliaia"!

Inoltre, l'autista che avrebbe visto l'impatto con tale precisione "da distinguere i volti terrorizzati dei passeggeri dai finestrini" è un caso talmente eccezionale che avrebbe meritato almeno una verifica. L'autrice avrebbe così scoperto che l'affermazione è stata smentita dallo stesso testimone, dopo essere stata manipolata ad hoc dal giornalista che l'aveva riportata. (Il testimone chiarì che intendeva dire "l'aereo era cosi vicino che avrei potuto distinguere i volti dei passeggeri dai finestrini", e non che questo fosse accaduto davvero). 

Ma soprattutto l'articolo dimentica di dire che vi sono anche molti testimoni la cui versione dei fatti non concorda affatto con quella ufficiale: vedi articolo I testimoni oculari, da cui è tratta questa selezione:

De Chiaro, Steve: Il mio cervello non riusciva a far quadrare il fatto che fosse stato un aereo, perchè sembrava ci fosse solo un piccolo buco nell'edificio - ha detto. "Niente coda, niente ali, niente di niente."


Khavkin, D. S.: Al primo momento, ho pensato che fossero quei jet che a volte ti passano sopra. Ma comunque, sembrava essere un piccolo aereo commerciale...

Rains, Lon: Ho sentito come un rapido sibilo... Ero convinto che fosse un missile. E venuto giù così veloce che il suono non aveva niente a che vedere con quello degli aerei.

Seibert, Tom: Abbiamo sentito qualcosa che sembrava (/ faceva il rumore di) un missile, poi abbiamo sentito una forte esplosione.

Brown, Ervin: ha detto di aver visto in terra quelli che sembravano essere dei pezzi di un piccolo aereo...

Terronez, Tony: ... in quel momento non sapevo che era un aereo, e ho pensato che fosse un missile a colpire...

Walter, Mike: ... e ho visto questo aereo, questo jet della American Airlines, e mi sono detto "qualcosa non quadra, è davvero basso" E poi l'ho visto. Voglio dire, era un missile cruise con le ali.

Creed, Dan: ... quando hanno visto l'aereo scendere in picchiata e mettersi in orizzontale. Era a non più di dieci metri da terra, e urlava. Non era niente di più di un missile teleguidato, a quel punto. ... alla massima velocità, con l'acceleratore al massimo...


Voi sono inoltre quattro testimoni, che si trovavano in prossimità della stazione di servizio CITGO (foto sotto), sono stati recentemente intervistati da un gruppo di ricercatori americani. Tutti e quattro hanno visto chiaramente l'aereo, che gli è passato praticamente sopra la testa, ma ne collocano senza ombra di dubbio la traiettoria a nord della stazione di benzina (traccia blu), rendendo quindi impossibile che abbia divelto i famosi pali autostradali (traccia rossa, e versione ufficiale).



Due dei quattro testimoni sono dei poliziotti. Il loro resoconto, disponibile in video e liberamente scaricabile dal sito www.thepentacon.com presenta una realtà molto difficile da ignorare. Questo il nostro articolo: The Pentacon: parlano i testimoni.


"Gli incidenti aeronautici si possono dividere in due categorie: nella prima la collisione con suolo o con un ostacolo ha un'angolazione minore di 45 gradi, cioè l'aereo precipita "di piatto ". Più l'angolazione è bassa, e più volte l'apparecchio "rimbalza" a terra, prima di fermarsi, si sfascia, e i pezzi sì sparpagliano su una vasta area. Il secondo tipo di collisione comprende impatti con angolo superiore a 45 gradi e fino a 90 gradi. L'aereo cade in picchiata come ha fatto il volo 93 (il quarto aereo dirottato) o ad angolo retto contro muro del Pentagono, come il volo 77. Non c'è rimbalzo, il veicolo si accartoccia su se stesso a cannocchiale nel cratere che ha creato.

Con questa dichiarazione, l'autrice dell'articolo ha fatto ai "cospirazionisti" il più bel regalo che mai potesse immaginare. Anzi, due regali:

Per AA77, è vero che l'angolazione orizzontale fosse - secondo la versione ufficiale - di 90°, ma quella laterale era di circa 42°. Lo stesso articolo riporta infatti un'immagine dall'alto del Pentagono con la scritta "traiettoria d'arrivo del Boeing".

Involontariamente l'autrice conferma una tesi portata avanti dal sottoscritto, nella quale sarebbe proprio l'angolazione laterale dell'impatto a rendere impossibile che l'aereo si sia "accartocciato" tutto contro la facciata, oppure che sia scomparso, in parte o tutto, al suo interno.

La forte velocità dell'aereo, e il basso angolo di incidenza avrebbero dovuto far rimbalzare il Boeing sul prato antistante, proprio come dice la citazione.


Inoltre, a causa della grande apertura alare, l'ala destra del Boeing avrebbe dovuto staccarsi dalla fusoliera prima del resto, restando quindi un buona parte all'esterno dell'edificio.



Mentre non se ne è trovato un solo pezzo riconoscibile.

Per United 93 invece l'autrice conferma - secondo lo stesso ragionamento - che l'aereo dovrebbe trovarsi tutto, o quasi tutto, all'interno della buca, mentre svariate testimonianze parlano di detriti e resti umani trovati a oltre 5 km di distanza dal luogo d'impatto.

Ecco un estratto da un articolo del Pittsburgh Gazette: "Wednesday morning, crash debris began washing ashore at the marina. Fleegle said there was something that looked like a rib bone amid pieces of seats, small chunks of melted plastic and checks. He said FBI agents who spent the afternoon patrolling the lake in rented boats eventually carted away a large garbage bag full of debris." [Traduzione]: Il mercoledì mattina i relitti dell'aereo hanno cominciato a venire a riva. Fleegle ha detto che c'era qualcosa che assomigliava ad una costola, in mezzo a pezzi di sedile, piccoli pezzi di plastica fusa, e degli assegni. Ha detto che gli agenti dell'FBI, che hanno passato il pomeriggio a rastrellare il lago con delle barche in affitto, alla fine si sono portati via un grosso sacco della spazzatura pieno di resti.






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Le ali si sono staccate dalla carlinga e per effetto della velocità si sono raccolte lungo l'asse dell'aereo


Affermazione arbitraria, poco credibile, e del tutto infondata, che dimentica inoltre di spiegare da dove le ali sarebbero passate per entrare nell'edificio. E' facile infatti dire che


le loro ceneri sono nel cratere


ma l'immagine della facciata colpita, prima che crollasse, l'abbiamo vista tutti.

Fra i frammenti trovati nel buco del Pentagono sono chiaramente riconoscibili le ruote, un pezzo del carrello di atterraggio, e parte della fusoliera.

In verità, le foto a cui si riferisce l'autrice ritraggono UNA ruota, il pezzo di UN carrello di atterraggio, e parte di UNA fusoliera, che possono essere appartenuti a dozzine di modelli di aerei diversi. Scritto in quel modo invece dà chiaramente ad intendere che si trattasse delle parti del Boeing.

Quanto al foro, quello che all'esterno appare una breccia di 19 metri dall'interno è un tunnel che ha sfondato ben tre dei cinque anelli concentrici in cemento armato rinforzato di cui è fatto il Pentagono.

La "breccia di 19 metri" - come già detto - non esiste, mentre stupisce che l'autrice si sia già dimenticata di aver sostenuto che gli aerei sono fatti di materiali poco resistenti, per cui non si comprende quale sua parte sia diventata improvvisamente così "robusta" da aver sfondato addirittura "tre dei cinque anelli concentrici in cemento armato rinforzato di cui è fatto il Pentagono".

Come disse giustamente l'autrice di In plane site,"you can't have it both ways", non puoi avere la botte piena e la moglie ubriaca: o l'aereo era "fragilissimo", per cui si è "disintegrato" all'impatto, o era "robustissimo", ed ha perforato tre anelli in cemento armato dell'edificio.

Oppure quell'aereo non era un Boeing, ma qualcos'altro di completamente diverso, stretto abbastanza da entrare in quel buco, e veloce/robusto abbastanza da perforare tre anelli dell'edificio.

Senza offesa per il Signor Lecce, ma quello che "dice di aver sentito" un docente di strutture areonautiche sembra avere ben poco valore di fronte a molteplici testimonianze di piloti professionisti, che definiscono la manovra fra il "molto difficile" e il "decisamente impossibile" per gente che abbia venti o trent'anni di carriera sulle spalle.

Figuriamoci per Hani Hanjour, che non aveva nemmeno mai guidato un jet nella sua vita, ed era stato definito un "negato" dai suoi istruttori di volo, che non lo ritenevano nemmeno in grado di volare da solo con un Cessna monomotore.





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Ecco il "cratere di 35 metri" provocato da un aereo i cui resti - come abbiamo già detto - sono stati rinvenuti fino a qualche miglio di distanza. Come è possibile che sia accaduto questo, visto che l'aereo sarebbe stato abbattuto intenzionalmente dai passeggeri (e si suppone quindi che sia caduto tutto intero in quel punto)?



[I comandi militari] "non ebbero mai sotto controllo gli aerei dirottati: seppero del volo AA11 solo 9 minuti prima del suo impatto contro la torre nord: del volo UA 175 contemporaneamente all'impatto contro torre sud, del volo AA77 con quattro minuti di anticipo rispetto all'impatto nel Pentagono, e del volo UA93 alle 10.07, quando si era già schiantato al suolo da due minuti."

L'autrice - che ci propone in questo caso solo l'ultima delle tre versioni ufficiali dateci dal governo americani - è smentito da svariate testimonianze degli stessi controllori di volo. In questa clip si può seguire il drammatico racconto da parte dei controllori di volo che seguivano le tracce di UA175, e che non lo hanno mai perso di vista per più di un istante:


 Mentre per il volo diretto al Pentagno lo stesso Ministro dei Trasporti Norman Mineta ha confermato che se ne conoscesse la posizione fin da quando si trovava ad oltre 50 miglia di distanza:










LE OMISSIONI PIU' IMPORTANTI


Passiamo ora alla carenza più grave - specialmente per un articolo che si intitola "Tutta la Verità sull'undici settembre" - e cioè tutto quello che Focus NON ha detto riguardo agli attentati di quel giorno.

AEREI DIROTTATI:

L'articolo dimentica di dire che erano quattro, e non soltanto uno, i dirottatori che non avevano mai guidato un jet nella loro vita. Credere che siano stati davvero in grado d portarsi a spasso in quel modo degli aerei di quelle dimensioni equivale praticamente a dover licenziare le centinaia di piloti professionisti delle varie compagnie di bandiera, che ci costa milioni di euro far addestrare per garantire la nostra sicurezza in volo. Non su trattava solamente, come sostengono alcuni, di guidare l'aereo in orizzontale, ma di effettuare manovre - come il banking estremo di UA175 prima dell'impatto, oppure la virata di 330° con riallineamento del bersaglio di AA77 - assolutamente impensabili per chi non sia profondamente familiare con il comportamento in aria di aerei di quelle dimensiomi.

L'articolo non fa il minimo cenno alla confusione inaccettabile delle diverse cronologie - spesso in palese contraddizione fra di loro - fornite nel tempo dalle aviazioni civile e militare, per spiegare in qualche modo la loro completa defaillance difensiva. Il semplice fatto che FAA (civili) e NORAD (militari) abbiano dato almeno tre versioni diverse delle loro timeline DIMOSTRA che abbiano mentito in almeno due casi. Non è un fatto così trascurabile.

PENTAGONO:

L
'articolo dimentica di dire che ben 20 finestre su 26 della facciata colpita avevano ancora i vetri intatti dopo l'impatto. Questo getta una luce completamente diversa sull'intera versione ufficiale, poichè diventa ben difficile posizionare sulla facciata un aereo di quelle dimensioni - che è largo quanto l'inquadratura stessa - senza andare a colpire direttamente almeno la metà di quelle finestre.



Dove possono infatti aver sbattuto la fusoliera, le ali, il timone di coda, e i motori soprattutto, prima di scomparire nel nulla?

E anche supponendo che l'intera fusoliera sia riuscita a infilarsi nella famosa "voragine di 19 metri" - ovvero il foro che vedete nella foto sotto, largo quanto due normalissime finestre - quelle che gli stanno direttamente sopra avrebbero dovuto venire colpite in pieno dal timone di coda.



Invece conservano ambedue i vetri intatti.

(Se qualcuno volesse per caso sostenere che i vetri erano rinforzati, al punto da poter resistere ad un QUALUNQUE oggetto solido che li colpisse a 900 Km./h, ci dovrebbe anche spiegare perchè a questo punto non facciamo direttamente gli aerei con quel tipo di vetro particolare. Viaggiare diventerebbe anche molto più divertente.)

UNITED 93:

L'articolo non dice che resti umani e parti dell'aereo sono stati trovati fino a 5 miglia di distanza, e questo DIMOSTRA che l'aereo non è caduto intero, rendendo la storia dei passeggeri in rivolta poco più di una fiaba domenicale.
Ricordiamo infatti che l'aereo non può essersi spezzato in volo a causa di eventuali "manovre estreme", poichè i comandi degli aerei di quel tipo sono tarati appositamente per evitare proprio le manovre che possano metterne a rischio l'integrità strutturale.

Interessante al proposito quello che ha da raccontarci questo personaggio:




WORLD TRADE CENTER:


1 - L'articolo non dice che 18 persone hanno potuto salvarsi dalla Torre Sud in fiamme scendendo lungo una scala rimasta intatta al centro dell' edificio, proprio al livello dell'impatto, e subito dopo il medesimo.

Questo mette decisamente in crisi qualunque teoria dei crolli basata sul "calore", visto che non si conoscono temperature in grado di far transitare vivi degli esseri umani e di "snervare" allo stesso tempo dell'acciaio come quello delle Torri Gemelle.

2 - L'articolo non dà nessuna importanza al fatto che le Torri Gemelle siano crollate in tempi vicini a quelli di un corpo in caduta libera (legge di Galileo), mentre questi sono assolutamente incompatibili nell'ambito di un semplice crollo passivo.

3 - L'articolo non fa alcun cenno alla polverizzazione quasi completa dei tre edifici, che resta assolutamente inspiegabile in un semplice cedimento strutturale.



L'energia necessaria per scomporre tutta quella materia in un particolato così fine
- stiamo parlando di circa 80 ETTARI di cemento che mancano all'appello - è decisamente superiore alla cosiddetta energia potenziale delle Torri stesse, ovvero quella che viene generata dalla sola forza di gravità.

Infatti, questo è quello che normalmente accade, quando gli edifici crollano da soli:



La parte che si polverizza è minima, e i blocchi di cemento, anche nel peggiore dei casi, sono sempre riconoscibili.

Mentre una polverizzazione così fine del cemento è proprio la caratteristica principale delle demolizoini controllate, che utilizzano esplosivi ad altissimo potenziale.



4 - L'articolo non dice che fino ad oggi non era mai crollato un solo edificio in acciaio a causa del fuoco, il che rende particolarmente problematico spiegare il crollo del WTC7. Ed infatti nessuno fino ad oggi è stato in grado di farlo, mentre lo stesso NIST evita addirittura di citarne il crollo nel suo rapporto conclusivo. Come se non fosse mai esistito, o non avesse alcuna rilevanza nel quadro generale.

5 - Ma soprattutto, l'articolo di Focus dimentica di affrontare quello che è semplicemente l'argomento numero uno a sostegno delle critiche alla versione ufficiale, e cioè il fatto che fra le macerie delle torri siano state trovate delle pozze di metallo fuso che registravano temperature di 7-800 gradi centigradi addirittura un mese e mezzo dopo i crolli.

 

Inutile dire che tali effetti non si possono attribuire ai soli incendi dovuti al kerosene.



Che cosa ha potuto piegare in questo modo dei piloni di acciaio di queste dimensioni...



... o di queste...



... oppure creare inestricabili grovigli di acciaio e roccia fusi insieme, come questi?





CONCLUSIONE


Queste sono le vere domande che attendono una risposta, e che l'articolo di Focus per qualche motivo ha scelto di ignorare, rendendo al lettore un tale disservizio, rispetto alla "verità" sull'undici settembre, che ci sentiamo di chiedere apertamente ch