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"Informazione" bellica

di Filippo Bovo - 04/03/2026

"Informazione" bellica

Fonte: Filippo Bovo

Ci sono molti elementi che distinguono l'attuale guerra da quella dei Dodici Giorni del giugno 2025, e uno di questi risiede nel ruolo della (presunta, sedicente) informazione. Rispetto all'anno scorso, la censura e la disinformazione propagandistica di Israele e Stati Uniti sui danni subiti e i successi riportati hanno conosciuto una vera e propria esplosione. Non si parla dei danni subiti da Israele a causa dei lanci di droni e missili dall'Iran, a cui ora si sono aggiunti gli Hezbollah, mentre si diffondono bollettini di guerra trionfali sui risultati sin qui conseguiti dagli israelo-americani contro Teheran. Naturalmente anche i danni alle basi americane in tutta la regione restano un argomento top secret.
Non è la prima volta che assistiamo a dei contrasti narrativi tanto grotteschi, tali da far insospettire anche i meno avveduti. Del resto, parliamo pur sempre di quegli stessi media, vertici politici e vertici militari che hanno già mentito su ogni altro fatto visto sin qui, che fossero l'Iraq o la Libia, la Siria o lo Yemen, la Serbia o l'Ucraina, o ancora il Libano, Gaza e la Cisgiordania. Come hanno già mentito sul casus belli e i danni collaterali, umani e materiali di guerre che per il resto hanno dato loro esiti ritenuti soddisfacenti, ancor più mentono ora su una guerra come l'attuale, che invece giorno dopo giorno si sta rivelando per loro un disastro senza vie di fuga.
Stanotte 50 missili balistici hanno colpito Israele, senza trovare alcuna difesa aerea in grado di contrastarli; eppure nessun media occidentale, ancor meno italiano, dirà mai che le difese aeree di Israele siano collassate dopo solo 5 giorni di guerra; e men che meno dirà di come stiano andando le operazioni dell'IDF contro Hezbollah, nel secondo fronte apertosi due giorni fa nel sud del Libano. I carriarmati Merkhava sin qui saltati, almeno una decina, i crateri a Tel Aviv, i lanci su tutta Israele: un mistero. I cronisti sul posto vengono scacciati e scoraggiati dalle forze israeliane, ed è ormai piuttosto celebre l'episodio di una troupe di CCTV che due giorni fa è stata bloccata dagli agenti mentre stava svolgendo il suo dovere: certe cose non si devono sapere, perché altrimenti a rimetterci è il mito d'invincibilità di superpotenze come Israele e Stati Uniti. Il pubblico occidentale non deve sapere, e non deve dubitare.
Nel Golfo, ormai, non si contano i danni alle basi. Colpite tutte le stazioni radar, in Bahrein, Qatar, Arabia Saudita, Kuwait, EAU, oltre che in Giordania. Gli scali portuali, cominciando da quello della V Flotta in Bahrein, non sono più disponibili per il rifornimento delle navi americane di munizioni, peraltro in esaurimento, obbligandole ad arretrare verso l'Oceano Indiano, alla volta di Diego Garcia. E non ci sono dubbi che anche il bilancio delle perdite tra i militari americani sia ben più alto dei 6 ufficialmente dichiarati sin qui: il disastro, tenuto nascosto mentre la campagna elettorale per le mid-term è in corso, è fiutato e denunciato da più di un membro dell'establishment. Mettiamoci gli aerei abbattuti, ufficialmente 4, di cui uno proprio oggi.
Mentre Israele e Stati Uniti esauriscono le scorte d'intercettori e munizionamento per la difesa, contro un paese che ha lanciato 2000 droni e ne ha in magazzino almeno altri 78.000, oltre a quelli che intanto continua a produrre nelle sue fabbriche sotterranee, e che ha qualche migliaio di missili ancora da sparare mentre altri ugualmente ne produce, e tentano di coinvolgere con false flag i paesi del CCG, la Turchia e gli alleati europei, i media occidentali insieme ai vertici politici e militari continuano a mentire in modo spudorato; e dicono che è invece l'Iran ad aver finito le munizioni...!
Intanto, però, loro hanno esaurito, se mai l'hanno avuta, la dignità.