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Ayatollah Khamenei: il leader che ha definito l'Iran moderno

di Ugo Gaudenzi - 01/03/2026

Ayatollah Khamenei: il leader che ha definito l'Iran moderno

Fonte: Ugo Gaudenzi

La vita dell'Ayatollah Ali Khamenei – da studente nella città santa di Mashhad alla prematura fine del suo regno durato 36 anni – è una storia intrecciata con la storia dell'Iran moderno.
Mentre il mondo reagisce alla sua morte negli attacchi israelo-americani, ripercorriamo i momenti che hanno definito la sua eredità. 
1️⃣ La nascita di un rivoluzionario: opporsi allo Scià
Molto prima di indossare il mantello della Guida Suprema, Khamenei era un giovane focoso. Nato nel 1939 in una modesta famiglia religiosa, fu un efficace oratore che si unì al movimento per rovesciare lo Scià.
Negli anni '60 e '70, fu arrestato sei volte dalla polizia segreta dello Scià, la SAVAK, subendo torture ed esilio interno. Questi anni di resistenza clandestina consolidarono le sue credenziali rivoluzionarie.
2️⃣ Tentativo di assassinio del 1981
Khamenei stava tenendo una lezione in una moschea di Teheran il 27 giugno 1981, quando un gruppo dissidente (il MEK) fece esplodere una bomba nascosta in un registratore posto di fronte a lui.
L'esplosione gli danneggiò gravemente il polmone e gli paralizzò permanentemente il braccio destro. La sua sopravvivenza fu vista dai suoi seguaci come un segno della volontà divina.
3️⃣ Attentato suicida del 1985: Ripresa del sermone in 3 minuti
Anche dopo essere diventato presidente, le minacce continuarono. Nel marzo 1985, un attentatore suicida fece esplodere un ordigno durante un'affollata sessione di preghiera del venerdì all'Università di Teheran, mentre Khamenei stava predicando.
L'esplosione uccise l'attentatore e diverse altre persone, ma Khamenei rimase illeso. Dopo una pausa di soli tre minuti, riprese il sermone. Incolpò immediatamente l'Iraq e giurò: "Risponderemo a ogni pugno con un pugno più duro".
4️⃣ Presidente riluttante e comandante in tempo di guerra
Durante la devastante guerra Iran-Iraq durata 8 anni (1980-1988), Khamenei fu presidente e rappresentante di Khomeini nel Consiglio Supremo di Difesa. Trascorse mesi in prima linea, assistendo alla morte di innumerevoli comandanti e soldati. La guerra e il sostegno dell'Occidente a Saddam Hussein consolidarono la sua profonda e permanente sfiducia negli Stati Uniti.
5️⃣ Successione inaspettata
Quando il "Padre della Rivoluzione", l'Ayatollah Khomeini, morì nel 1989, il successore designato (Montazeri) era caduto in disgrazia. L'Assemblea degli Esperti si rivolse a Khamenei, nonostante all'epoca non fosse un marja (un'autorità religiosa di alto livello).
Nel suo primo discorso da Leader, ammise: "Sono un individuo con molti difetti e mancanze, e sono davvero un seminarista minore". La costituzione fu successivamente modificata per consentirgli di ricoprire questo incarico.
6️⃣ Fatwa sulle armi nucleari
Khamenei emise una fatwa (decreto religioso) all'inizio degli anni 2000 che proibiva lo sviluppo di armi nucleari, dichiarandole non islamiche. Nonostante la fatwa, l'Occidente continuò a sostenere che l'Iran stesse cercando di dotarsi di una bomba nucleare.
7️⃣ "Resterai nella mia anima, patria"
Uno dei suoi momenti più toccanti e umani si è verificato proprio l'anno scorso. Durante una cerimonia dell'Ashura a Teheran, Khamenei non pronunciò un discorso. Invece, chiamò silenziosamente l'elogio funebre Mahmoud Karimi e gli sussurrò un messaggio. Karimi ha poi annunciato alla folla: "Sua Eminenza mi ha detto di recitare questo: 'Rimarrai nella mia anima e nel mio cuore, o patria...'"
8️⃣ Ultimo avvertimento
Appena un mese prima della sua morte, mentre le forze statunitensi si ammassavano nella regione e il Presidente Trump minacciava di colpire, Khamenei è apparso per lanciare il suo ultimo avvertimento pubblico.
Si è presentato al suo popolo e ha dichiarato: "Gli americani dovrebbero sapere che se iniziano una guerra, questa volta sarà una guerra regionale".
L'ayatollah Khamenei è stato l'ultimo legame con la generazione fondatrice della Rivoluzione del 1979. La sua morte non lascia solo un vuoto di potere, ma chiude un capitolo della storia moderna dell'Iran.