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Date il nome che volete a questo male

di Matteo Mazzoni - 04/01/2026

Date il nome che volete a questo male

Fonte: Matteo Mazzoni

State scrivendo cose come 'il Venezuela in cambio dell' Ucraina'. Ma prima era stato 'la Siria in cambio dell' Ucraina'. Poi sarà l'Iran in cambio dell' Ucraina. Poi la Russia in cambio dell' Ucraina, poi la Cina in cambio dell' Ucraina, poi l' Ucraina in cambio dell' Ucraina. Cazzate.
La verità è che se una bestia feroce ti aggredisce, non puoi mica appellarti al diritto.
È quasi immorale ammetterlo, ma ha ragione Karaganov.
Non è nemmeno vera questa storiella secondo la quale con l' amministrazione Trump si è passati a una geopolitica per aree d'influenza. In che senso l' Iran dovrebbe stare geograficamente sotto l'area di influenza americana? In che senso il Medio Oriente dovrebbe esserlo? La verità è che si tratta di una guerra per le risorse, inevitabilmente connesse al dollaro e al suo ruolo di arma monetaria nel campo internazionale. Gli Stati Uniti non hanno mai rinunciato a imporre un dominio mondiale. Mai. È la loro missione. È la missione del 'principe di questo mondo'.
È vero: l'impero è in crisi.
E noi occupati non possiamo fare altro che sperare retroceda, o crolli, sotto la pressione di terzi. Non abbiamo forza di reazione, né ne abbiamo un' intenzione collettiva, mentalmente colonizzati come sono i nostri popoli.
Ma l'occupante resterà in piedi, e supererà la crisi, se continuano a mancare reazioni di forza. Se continua ad esserci disgregazione.
Il diritto internazionale, le organizzazioni internazionali, sono sempre servite all' egemone, che di suo non le ha mai rispettate. Che gli oppressi si ostinino a voler giocare secondo le regole dell' oppressore, e che l' oppressore viola di continuo, mi sembra stupido.
Prendiamo l' Iran. È una potenza etica. Gli Usa non lo sono. 
Si: l' Iran è una potenza etica. Rifiuta le armi nucleari perché contrarie all' etica religiosa. 
O almeno così è stato sinora.
Questo essere morali stabilisce da che parte sta il bene, e da che parte il male (passatemi l' uso dei termini, non stiamo a filosofarci sopra). Gli Usa, Israele e i loro servi sciocchi, rappresentano una hybris. La tracotanza umana che sfida l' ordine divino.
Ma la tisis, la vendetta divina conseguente, nella quale speriamo, ancora non è arrivata. Ancora nessuna forza ha assunto su di sé il compito.
Gaza e l' oppressione dei palestinesi, resta impunita. Ma Gaza non è Gaza in sé. Gaza è un simbolo. Gaza è tale a livello universale, perché ovunque può essere Gaza: quando una potenza si mostra spietatamente distruttiva, incapace di pensare l' altro come essere umano, ciò che avviene in Palestina può avvenire ovunque in qualsiasi momento. È la rivelazione di un male demoniaco. Il suo dispiegarsi. E allora ci si chiede: dobbiamo stare ancora sulla via dell' onore, come fa l' Iran, o sarebbe necessario opporre a questa spietatezza una spietatezza uguale e contraria? È un quesito filosofico senza soluzione.
Tutti gli scenari sono interconnessi. 
Il Venezuela ha abbastanza petrolio da garantire un contraccolpo minore nel caso della chiusura dello stretto di Hormuz, ad esempio. Ovviamente, qualora effettivamente gli Usa entrassero in possesso delle risorse del paese.
Non si tratta di difendere questa o quella nazione per ragioni di simpatia o di contiguità ideologica, oppure di opporvisi per le stesse ragioni. Questo è infantile. 
Se non ci saranno reazioni di eguale portata, ci si prepari al dilagare di questo male. Ci si prepari al dilagare di forze che considerano l' umanità non eletta come niente più che carne da macello. E gli individui come niente più che animali da reddito. 
Date il nome che volete, a questo male.
Non importa.