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I beniamini degli americani

di Paolo Borgognone - 04/01/2026

I beniamini degli americani

Fonte: Paolo Borgognone

Nel Venezuela di Maduro “si viveva male”. Beh, anche nel mio condominio “si vive male”, ma se uno tra i condomini decidesse di farsi giustizia da solo, prelevando nottetempo l’amministratore e sua moglie per portarli nelle cantine di detto condominio e sottoporli a processo sommario, la Polizia interverrebbe immediatamente per liberare gli ostaggi, arrestare il rapitore e consegnare lui alla giustizia per un equo processo. Anche ad Haiti, Paese alleato degli USA, la vita non è tutto sto granché, soprattutto per le classi sociali più povere.
Tuttavia, lì Trump non interviene per “fare giustizia”… Diciamo che l’intervento in Venezuela è stato provocato da motivazioni politiche un po’ meno nobili di quelle sbandierate ai quattro venti dai suoi sostenitori.
Dopo 30 anni di guerre e invasioni “umanitarie” statunitensi dovremmo essercene resi tutti conto. 
Sotto i beniamini degli americani in Venezuela NON SI VIVRA’ BENE, così come non si è vissuto bene in Jugoslavia dopo il 1999, in Afghanistan dopo il 2001, Iraq dopo il 2003, in Libia dopo il 2011, in Siria dopo il 2024 e potrei continuare con altri esempi…
Gli Stati Uniti non sono lì per far vivere bene la popolazione ma per distruggere le strutture statali dei Paesi che invadono e impossessarsi delle loro ricchezze e decidere poi a chi, quando e a che prezzo allocarle (Dottrina Rumsfeld/Cebrowski, 2002).
Della qualità della vita delle classi popolari, agli Stati Uniti interessa poco, fuori e dentro il loro Paese.
Certo, in Venezuela, con al governo i beniamini degli Stati Uniti, le classi agiate se la passeranno meglio, incrementeranno le loro ricchezze, perché si spartiranno con l’egemone esterno i proventi delle privatizzazioni, soprattutto di quelle dell’industria petrolifera ed estrattiva.
Ciò va in effetti riconosciuto, la polarizzazione sociale aumenterà e la ricchezza nazionale verrà concentrata ulteriormente in poche, privilegiate, mani.
Nel caso venezuelano, ovviamente, non c’è un aggredito e un aggressore. Anzi, nel caso venezuelano, per il mainstream, l’aggressore è l’aggredito e viceversa.
I neocon restano i principali nemici della pace mondiale. L’indifferenza delle moltitudini è, infine, il miglior alleato dei neocon, permettendo loro di fare ciò che vogliono con una delega in bianco.

La cattura di Maduro da parte americana ha un valore più simbolico che politico. È il segnale diretto che è in atto, da parte USA, una ricentralizzazione del potere imperiale sulla base del concetto di forza, che sostituisce formalmente (sul piano sostanziale la sostituzione era già avvenuta da tempo) quello di diritto. Trump con questa mossa inedita e scioccante intende dire: ciò che abbiamo fatto a Maduro possiamo farlo a tutti, l’emisfero occidentale, dall’Antartide alla Groenlandia, è nostro. Non a caso, Trump ha minacciato i presidenti di Colombia, Messico e Cuba (ossia, gli Stati latinoamericani che si sono opposti alla cattura di Maduro) del rischio di essere presi pure loro, se non abdicheranno spontaneamente dai loro propositi e, forse, anche incarichi. Al presidente colombiano Petro, Trump ha detto apertamente: “Si guardi il didietro”. La logica è quella della Dottrina Monroe, ma non solo. L’Iran è allo stesso modo nel mirino di Trump, ci riproveranno. L’ambizione USA resta quella di dominio globale, con metodi aggiornati al paradigma dell’America First, ovvero meno ipocrisia democratica, più schiettezza conservatrice. Non siamo lì per difendere i diritti umani, ma per promuovere i nostri interessi nazionali. Non siamo lì per salvarvi dai dittatori, ma per prenderci ciò che riteniamo sia nostro. Per questo credo che Trump non abbia intenzione di spartirsi il mondo con Russia e Cina, bensì di far pagare a caro prezzo a Russia e Cina ciò che è già loro (Donbass, Taiwan). In conclusione, alcune piccole precisazioni: 1) è possibile che la struttura di potere venezuelana, tuttora in piedi, abbia chiuso un occhio di fronte all’operazione americana del 3 gennaio, perché c’è stata poca resistenza; 2) gli Stati dotati dell’arma nucleare, come la Corea del Nord, non corrono il rischio che i loro presidenti vengano rapiti nel sonno, insieme alle loro consorti, dalla Delta Force; 3) il crollo morale dell’Unione Europea emerge in modo tragicomico da questa vicenda: gli stessi esponenti politici e personalità pubbliche che hanno accusato la Russia di aver invaso illegalmente l’Ucraina, ora dicono che la cattura di Maduro da parte americana è un “atto legittimo”. Da ciò si evince che la UE non fa altro che accodarsi alle politiche USA, qualsiasi esse siano (onore invece agli statisti che, come Robert Fico, hanno condannato l’azione americana).