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Il senso ultimo del bipolarismo occidentale

di Riccardo Paccosi - 04/04/2026

Il senso ultimo del bipolarismo occidentale

Fonte: Riccardo Paccosi

“L’IRAN NON E’ LA MIA GUERRA: LA MIA GUERRA E’ L’UCRAINA” OVVERO IL SENSO ULTIMO DEL BIPOLARISMO OCCIDENTALE
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Riguardo a quale sia il senso ultimo del bipolarismo occidentale – e della sua dialettica interna fra destra e sinistra – il presidente della Finlandia Alexander Stubb ha ieri espresso una sintesi mirabilmente chiara e puntuale.
"Forse vi sembrerò un po’ brusco – ha detto - ma l'Iran non è la mia guerra: è l'Ucraina la mia guerra."
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Quantunque Stubb sia formalmente un politico di centro-destra, come nel caso del cancelliere tedesco Merz possiamo dire che la sua posizione vada comunque a coprire la polarità “di sinistra” con cui si articola, oggi, la dialettica politica e geopolitica all’interno dell’Occidente.
Grazie a questo spunto, proviamo allora a svolgere una descrizione generale di quali siano le distinzioni e le poste in gioco fra i due poli.
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1) Entrambe le polarità che compongono la dialettica politica dei regimi neoliberali dell’Occidente – destra e sinistra – sono contro la pace:
- la sinistra preconizza e auspica di trascinare l’Europa intera in un conflitto probabilmente nucleare con la Russia;
- la destra, invece, auspica uno stato di guerra permanente contro vari paesi sparsi in ogni angolo del globo, dal Golfo Persico al Mar dei Caraibi.
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2) Entrambe le polarità sono contro il multipolarismo:
- la sinistra professa un credo globalista, ovvero auspica la creazione d’un governo unico mondiale a guida occidentale e, per questo, possiamo affermare ch’essa professi l’unipolarismo;
- la destra, diversamente, professa un credo nazionalista ovvero auspica la creazione d’un mondo ancora suddiviso in nazioni, ma entro il quale la totalità di queste ultime risulti sottomessa alla supremazia della nazione americana; dunque, anche in questo caso, possiamo parlare d’una visione all’insegna dell’unipolarismo.
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3) Entrambe le polarità sono antagoniste ai principi del sovranismo:
- la sinistra, semplicemente, vuole fagocitare e dissolvere tutte le sovranità nazionali entro un’unica governance dapprima eurofederale e in seguito globale;
- la destra, dal canto suo, attribuisce agli Stati Uniti e a Israele il diritto di aggredire la sovranità di qualsiasi altro paese al mondo.
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4) Entrambe le polarità sono per la trasformazione in senso assolutista delle ex-democrazie costituzionali:
- la sinistra, auspica – per dirla con Klaus Schwab – una “democrazia degli stakeholder”, ovvero il completo potere d’indirizzo sui governi da parte delle oligarchie imprenditoriali e finanziarie;
- la destra, bontà sua, vuole superare l’attuale potere d’indirizzo sui governi per far sì che le multinazionali private sostituiscano del tutto questi ultimi; un obiettivo raggiungibile – per dirla con Peter Thiel – grazie alla creazione di “città-stato libertarie”, ovvero di sistemi che garantiscano ai CEO delle corporation completa “libertà” di comando sui cittadini.
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5) Entrambe le polarità sono contro l’autodeterminazione tanto dei popoli quanto degli individui:
- la sinistra auspica forme di controllo biometrico e di credito sociale, realizzate grazie all’elaborazione dei Big Data da parte di istituzioni egemonizzate dalle corporation, quali l’OMS;
- la destra, invece, auspica forme di controllo predittivo sui comportamenti e sui pensieri dei cittadini, realizzate anch’esse grazie a un’elaborazione dei Big Data, ma che sia in questo caso svolta direttamente da multinazionali private, quali Palantir.
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6) Entrambe le polarità, infine, esprimono una visione del mondo all’insegna della violenza e della morte:
- la sinistra promuove la violenza insita nel desiderio di fare tabula rasa d’ogni memoria, d’ogni retaggio generazionale e finanche biologico, per dare vita a un mondo immemore e immerso nell’eterno presente digitale;
- la destra esalta la brutalità e la violenza barbariche, considerandole liberazione dall’ipocrisia della civiltà; inoltre, essa inscrive questo paradigma neo-barbarico entro una visione escatologica che idealizza il bagno di sangue e che vede l’Apocalisse come levatrice d’un mondo nuovo, anch’esso immerso nell’eterno presente digitale.
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Arrivati a questo punto, cos’altro dire se non… buona scelta del “meno peggio” a tutti quanti!