Kant, l'Iran i nani e i giganti
di Maria Morigi - 08/03/2026

Fonte: Maria Morigi
Larijani minaccia: “Combatteremo a lungo. Pugno duro nelle strade" (Repubblica); "Tanti nemici, poco onore. Il nuovo Iran post Khamenei sceglie la rigidità ideologica invece del negoziato" (Iinkiesta). Questi sono i titoli della stampa che ci tocca subire, mentre le affermazioni di Trump che sarà l’America a decidere la nuova classe dirigente dell’Iran (ovviamente dopo la resa completa del Paese) ci lasciano sbigottiti. E’ palese il dislivello delle stature che si confrontano. Su Trump non merita spendere parole, guardiamo piuttosto ad Ali Larijani, che ha ammonito contro ogni tentativo di "dividere il Paese".
Ali Ardashir Larijani (nato il 3 giugno 1958 a Najaf, allora in Iraq, da genitori iraniani più volte esiliati) ex ufficiale militare del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, è stato segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dal 2005 al 2007 (incluso il programma nucleare iraniano), nominato dal presidente Mahmoud Ahmadinejad. Ha ricoperto la carica di presidente del Parlamento dal 2008 al 2020. È membro del Consiglio per il Discernimento delle Opportunità dal 2020 ed è stato uno dei due rappresentanti del leader supremo della rivoluzione islamica. Ora è indicato come probabile successore di Ali Khamenei .
Il 15 gennaio 2026, in seguito alle proteste e alle accuse di massacri in Iran, gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni a Larijani, per il suo ruolo nella repressione dei manifestanti. Secondo le accuse Larijani sarebbe stato la "mente" della repressione del gennaio 2026, sfruttando i suoi stretti legami con i comandanti dell'IRGC e i servizi segreti, insieme ai legami di lunga data della sua famiglia con alti chierici, per prepararsi ad assumere la leadership dopo la morte di Khamenei. In risposta alla decisione dell'UE di etichettare l'IRGC come organizzazione terroristica, Larijani ha pubblicato su X che le forze militari di qualsiasi paese che sostenga la decisione dell'UE contro l'IRGC sarebbero state considerate gruppi terroristici e avrebbero dovuto affrontare le conseguenze delle loro azioni.
Eppure, al di là dei ruoli politici, è molto più interessante mettere a fuoco la figura accademica di Larijani che si è laureato presso il seminario di Qom, ha conseguito una laurea in informatica e matematica presso l'Università di Tecnologia di Aryamehr, un master e un dottorato di ricerca in filosofia occidentale presso l' Università di Tehran. Larijani ha dedicato i suoi studi alla filosofia moderna europea, e soprattutto al pensiero di Immanuel Kant. Ha pubblicato libri su Kant , Saul Kripke e David Lewis ed è membro della facoltà della Facoltà di Letteratura e Scienze Umane dell'Università di Tehran.
La sua ricerca filosofica si è concentrata sul rapporto tra matematica, logica e conoscenza. In particolare ha studiato il cosiddetto “metodo matematico” in Kant, cioè come la matematica riesca a produrre conoscenze necessarie e universali. Kant sostiene che la matematica non deriva semplicemente dall’esperienza, ma dipende da strutture a priori della mente umana, come lo spazio e il tempo. Secondo questa prospettiva, la certezza della matematica non nasce dall’osservazione del mondo, bensì dalla capacità della mente di costruire concetti e figure nello spazio intuitivo.
Larijani ha dunque cercato di chiarire in che modo il procedimento matematico si discosta dall’argomentazione filosofica e quale è il ruolo dell’intuito o della costruzione logica mentale in una dimostrazione matematica.
Gli studi di Larijani si collocano in una tradizione di interesse tipicamente iraniano, fin dal secolo scorso quando varie università, tra cui la University of Tehran, hanno promosso un intenso confronto con la filosofia europea moderna, studiando autori come Kant, Hegel e Heidegger e sviluppando una riflessione sui limiti della conoscenza umana, utile ad approfondire problematiche della filosofia islamica classica. D’altronde la tradizione filosofica persiana era già fondata su una spiccata dimensione metafisica e razionale. Pensatori come Avicenna (980 – 1037) e il teologo e filosofo Mulla Sadra che guidò la rinascita culturale iraniana nel 17° secolo, hanno sviluppato sistemi filosofici nei quali è fondamentale il rapporto tra intelletto, conoscenza e realtà.

