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L'ideologia della sostituzione

di Adolfo Morganti - 01/03/2026

L'ideologia della sostituzione

Fonte: Adolfo Morganti

DELLA PROFANAZIONE DELLO SHABBAT NELLA TRADIZIONE EBRAICA OGGI. LA PROVA DEL NOVE.
Nel corso delle sue quattro conferenze pubbliche tenute nel nord e centro Italia alcuni giorni addietro, Rabbi Ysroel Dovid Weiss, prestigioso esponente nuovayorkese di Neturei Karta e promotore della Rete mondiale ebraica di solidarietà con Gaza, ci ha segnato con chiarezza i punti dottrinali e quindi in radice spirituali e rivelati che separano drasticamente, e contrappongono, l'Ebraismo tradizionale da ogni forma di sua parodia e/o secolarizzazione contemporanea.
Il primo fra questi punti, e apparirà ovvio ai più, è il perfetto rispetto del riposo dello Shabbat, che sarebbe meglio definire "astinenza perfetta da ogni forma di attività profana". 
Rabbi Weiss ha sottolineato con forza come  qualsiasi persona di stirpe ebraica non si conformi ai dettami fondamentali della Tradizione ebraica, cessa di essere un Ebreo nel senso religioso e quindi pieno del termine, e diviene qualcosa d'altro. L'immagine che mi è sorta nel cuore è stata immediatamente quella di un guscio psico-fisico abbandonato dalla propria identità spirituale, un vuoto facilmente riempibile di altro; di un "altro", a questo punto, propriamente parodistico e demoniaco.
Uno svuotamento che anche parte della tradizione cristiana ha conosciuto, dopo il XVI secolo.
Ebbene, abbiamo tutti notato come l'attacco israeliano all'Iran del 28 febbraio 2026 sia stato sferrato volutamente durante lo Shabbat, dopo pochi giorni da una dichiarazione di quel fine teologo che è Itamar Ben Gvir, ministro del governo Netanyahu, il quale ha dichiarato che "gli Ebrei sono superiori alla Legge", dichiarazione prestamente diffusa urbi et orbi da tutti i media dei cd. "coloni" israeliani PRIMA dell'assalto all'Iran.
Non si può evitare di notare tuttavia la coerenza di questo assunto di Ben Gvir, apparentemente solo delirante, con quella "ideologia della sostituzione" che si è imposta all'interno del sionismo contemporaneo, almeno da una ventina d'anni; in questa ideologia la figura del Messia è identificata con il popolo ebraico, e quest'ultimo con i sionisti medesimi.
Possiede quindi una sua paranoide coerenza l'affermazione che attribuisce a chi si autoidentifica con il "popolo ebraico" sulla base di un'ideologia mondana, il ruolo di Messia.
Perché non vi è alcun dubbio che il vero Messia sia superiore alla Legge di Mosè: i Cristiani sanno infatti che Cristo ha profondamente riformato la Legge precedente.
L'unico problema è che questa autoattribuzione ai propri sodali di governo e/o di partito dei diritti messianici sull'universo ci rimanda immediatamente a tutte le pagine, e sono molte, in cui nella tradizione Cristiana, sia cattolica che ortodossa, si tratteggia il tempo dell'Anticristo.
Penso sia un raro privilegio vivere tempi in cui i fatti quotidiani, le miserie umane, ci permettono di tornare a queste fondamenta essenziali. E, di conseguenza, a comprendere il senso della propria esistenza in questo tempo, apparentemente solo terminale.