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Mary Poppins alla guida della Fed?

di Fabrizio Pezzani - 05/02/2026

Mary Poppins alla guida della Fed?

Fonte: Fabrizio Pezzani

Alla Casa Bianca è tempo di grandi decisioni. Il presidente Trump ha annunciato la sostituzione di Jerome Powell alla guida della Federal Reserve , con un nome che circola da anni nei corridoi di Washington e di Wall Street: Kevin Warsh.

Trump ha spesso manifestato la sua insofferenza per l’attuale presidente della Fed, accusato di eccessiva cautela nella gestione della politica monetaria colpevole a suo dire di essere troppo timido e prudente nell’abbassare i tassi di interesse  Dall’inizio del secondo mandato, le critiche a Powell sono diventate esplicite, quasi quotidiane, proprio sul fronte dei tassi di interesse. La Casa Bianca spinge per un costo del denaro vicino all’1%, mentre la Federal Reserve mantiene una linea più restrittiva, con i tassi oggi compresi tra il 3,50 e il 3,75 per cento. Una distanza non solo tecnica, ma profondamente politica. Kevin Warsh appare come una figura capace di incarnare una discontinuità senza rappresentare una rottura traumatica. Ex governatore della Fed,  Warsh ha vissuto dall’interno una delle stagioni più delicate della finanza globale, quella della crisi del 2008. Rimasto nel board fino al 2011, ha lavorato a stretto contatto con Ben Bernanke  e con le istituzioni internazionali, diventando uno dei volti della risposta americana al collasso dei mercati a cui Bernanke fece fronte con una distribuzione di moneta per salvare le banche “ too big too fail” ma di fatto cancellando con questa azione tutte le norme che regolavano l’antitrust e lasciando il mercato privo delle necessarie regolamentazioni giuridiche come poi abbiamo visto e stiamo vedendo.

E’ stata sufficiente la notizia per fare alterare i mercati con il crollo , relativo , del prezzo dell’oro che però , a parere di chi scrive sembra possa risalire di nuovo ai massimi ed agitando le borse che ancora una volta dimostrano di operare su aspettative , notizie nuove per muoversi in un mercato quasi magico che potrebbe vedere al suo comando la magica tata inglese Mary Poppins che trasformava le fantasie in realtà. Anche qui siamo di fronte alla regola che l’emozionalità dell’uomo regola le sue scelte dimentica della incontrovertibile verità della razionalità esatta dei mercati ; ancora una volta la dinamica finanziaria si muove come le onde di un surf sull’improbabile esattezza dei mercati e ci si muove come sulla spinta di un’inesistente Mary Poppins.

In realtà la situazione degli Usa è da tempo compromessa arrivando ad un debito di quasi 39.000 mld/$ su cui pesano interessi che arrivano ad un miliardo all’anno che rappresenta quasi il 20 % delle entrate fiscali , in sostanza ogni 5 dollari di entrate uno finisce per coprire gli interessi con una proiezione del 30 %  nel 2030 , ma come scriveva Keynes nel lugo tempo siamo tutti morti .

La posizione di Trump nel volere ridurre gli interessi è funzionale a ridurre l’onere forzoso degli interessi passivi ma sembra sempre più il cane che si morde la coda perché la sua istanza si scontra con il fatto che il debito americano va rifinanziato ed a breve dovrà emettere 10.000 mld/%  in un mercato che mostra la debolezza del dollaro e che vede diminuita la propensione agli acquisti dei TBond Usa dall’esterno al 25 % del totale.

La crescente posizione del debito Usa e la debolezza della valuta spingono all’emissione continua di nuovo debito la cui collocazione può richiedere un aumento dei tassi per potere coprire tutte le nuove emissioni ; questo può portare ad un’ulteriore svalutazione del dollaro ed ad una spinta per collocare i sempre nuovi titoli a tassi interessanti.

Il ruolo dei dazi aveva anche la funzione di aumentare le entrate fiscali e di favorire un rientro di quella manifattura tutta delocalizzata all’estero per seguire le sirene della finanza , una manovra difficile da realizzare nel  breve tempo e forse anche nel lungo tempo . Sostituire catene produttive ampiamente funzionanti in grado di realizzare le economie di scala che abbattono i  costi produzione con produzioni interne non sembra fattibile anche se lo dicesse Mary Poppins , poi in particolare la mancanza di mano d’opera adeguata rende queste ipotesi non realizzabili nei tempi stretti che richiede il sofferente debito pubblico americano.

Ora quello che il nuovo governatore della Fed potrà fare sembra più un illusione che una realtà anche perché la riduzione dei tassi annunciata da Trump non sembra funzionare perché la manovra non drena i fondi monetari che non si muovono e mostrano la differenza tra politiche monetarie dubbie e la realtà che dovrebbe seguirle. Anche un nuovo ricorso al Quantitative Easing come ha fatto Bernanke nel 2008 non sembra ripetibile perché peggiorerebbe le cose e gli equilibri economici di un paese che sta minando la stabilità della classe media ed aumenta lo stato di povertà di quasi 50 milioni di cittadini ed i conseguenti conflitti sociali come si dimostra a Minneapolis  ; va ricordato che nella storia dell’uomo le società sono sempre saltate solo per guerra e per classe ma sembra che ce ne stiamo dimenticando avendo creato una disuguaglianza che non  ha precedenti nella storia dell’uomo.