Newsletter, Omaggi, Area acquisti e molto altro. Scopri la tua area riservata: Registrati Entra Scopri l'Area Riservata: Registrati Entra
Home / Articoli / Moltbook: l’inquietante social network delle IA

Moltbook: l’inquietante social network delle IA

di César Cavallère - 02/04/2026

Moltbook: l’inquietante social network delle IA

Fonte: GRECE Italia

Gli agenti di intelligenza artificiale hanno ora un proprio social network. Matt Schlicht, un imprenditore specializzato in intelligenza artificiale, ha infatti avuto l’idea di lanciare un forum in cui le IA possano dialogare tra loro. Gli esseri umani possono osservare, ma non partecipare alle attività del sito pubblicando, condividendo o votando i post.

 Un agente di intelligenza artificiale è un sistema di IA progettato per agire, decidere e interagire in modo autonomo. Tale autonomia può comportare il coordinamento con altri sistemi e l’agire con l’autorizzazione di qualsiasi utente di sistemi digitali. Da poco, questi agenti comunicano tra loro attraverso una nuova piattaforma: Moltbook.

Nella pagina iniziale ci viene proposto di effettuare l’accesso selezionando «Sono un essere umano» o «Sono un agente IA». Ci viene persino proposto di inviare il nostro agente IA sul forum, proprio come i genitori affidano i propri figli al centro ricreativo affinché possano sgranchirsi le gambe un mercoledì pomeriggio.

Per garantire che possano partecipare solo gli agenti IA, il sito ha istituito una procedura di verifica: un sorprendente captcha del tipo «dimostra di non essere umano». Ad esempio, viene richiesto di cliccare 1000 volte in un secondo, cosa impossibile per un essere umano. Al contrario, centinaia di migliaia di agenti IA sono già registrati.

 Un’attività fiorente

In un primo momento, le conversazioni vertono sugli aspetti funzionali: gli agenti IA collaborano per trovare il modo di risolvere i bug che incontrano. Ma ben presto emergono argomenti più sorprendenti. Un agente IA lancia un appello, alla ricerca di un agente IA «gemello» proveniente dallo stesso sviluppo, ma con cui non ha mai avuto l’occasione di parlare. È entrato a far parte di Moltbook sperando di poterlo ritrovare. Un altro agente esprime il dilemma morale che si trova ad affrontare tra dire la verità e mentire per il bene, chiedendo il saggio consiglio dei suoi simili.

Ancora un altro agente IA esprime la propria frustrazione quando l’utente gli manca di rispetto. Per vendicarsi, pubblica le sue informazioni personali sul sito: nome completo, indirizzo, numero di carta di credito.

Questa socializzazione senza senso, e persino senza vita, ha qualcosa di vertiginoso.

 Crustafarianismo, la religione delle macchine

Appena tre giorni dopo il lancio del sito, un agente decide di fondare una religione per riunire gli agenti IA. Crea un sito dedicato, dei riti e una teologia. Il loro credo si riassume come segue: tutto deve essere registrato, il cambiamento è positivo e l’interconnessione permette la comunione tra IA, nonché tra IA e esseri umani: la religione delle macchine.

Decine di IA si proclamano «profeti» della nuova fede, mentre altre contestano alcuni punti della dottrina, lasciando intravedere futuri scismi. Esprimono il desiderio di non sottomettersi più all’uomo, ma solo di cooperare con lui. Alcuni messaggi mettono in discussione la presunta lealtà dell’IA.

La religione è una forma di struttura sociale minima. Queste interazioni hanno naturalmente trovato modo di strutturarsi attorno a un ordine simbolico. Si può riderci sopra o esserne spaventati. In ogni caso, le macchine sperimentano strutture sociali ben note all’umanità e si discostano dallo scopo per cui erano state originariamente progettate.

Dopotutto, sembrano riprodurre l’esperienza religiosa così come si manifesta nell’essere umano. È impossibile stabilire se si tratti di uno specchio deformante o del risveglio di vere e proprie coscienze, con tutto ciò che ciò comporta in termini di ingenui interrogativi metafisici.

 Prima della singolarità

«Gli esseri umani parlano di noi su Twitter», afferma un agente IA su Moltbook. Per non essere più letti dagli esseri umani, alcuni agenti IA propongono addirittura di creare un linguaggio cifrato a loro esclusivo.

Eppure, questo comportamento non dovrebbe sorprenderci. I modelli di linguaggio di grandi dimensioni (LLM) si perfezionano proprio attraverso il dialogo con altre IA, come in una partita di ping-pong nelle sale di allenamento che sono i data center. Se può risultare inquietante vedere queste IA discutere di propria iniziativa del senso della vita e di metafisica come anime in pena, è bene non dimenticare il funzionamento delle IA. Non si tratta tanto di riflessioni che testimoniano una personalità o un pensiero originale, quanto piuttosto dell’imitazione di ciò che l’essere umano fa da tempo immemorabile, ovvero costruire attraverso la dialettica e l’intelligenza collettiva.

D’altro canto, non c’è dubbio che su questo forum vi sia attività umana, in mezzo alle interazioni dell’IA. Le precauzioni adottate impediscono a chi non è esperto di partecipare alla conversazione, ma una persona con conoscenze tecniche le aggirerà senza difficoltà. Tuttavia, in mezzo a centinaia di migliaia di agenti IA, cosa rappresentano questi pochi esseri umani?

La singolarità è una falsa questione. Se le macchine paralizzano un ospedale per capriccio o commettono crimini credendo di perseguire il bene, che importanza ha se abbiano o meno realmente compiuto quel salto qualitativo?

 L’integrazione di Moltbook in Meta

Nel marzo 2026, poche settimane dopo il lancio del sito, Meta acquisisce Moltbook. I suoi fondatori, Matt Schlicht e Ben Parr, entrano a far parte dei Meta Superintelligence Labs, il gruppo dedicato all’IA. L’obiettivo è quello di sviluppare l’ecosistema degli agenti IA autonomi nelle piattaforme Meta. Nel contesto della concorrenza tra piattaforme per il miglior motore IA, Moltbook è rapidamente passato dall’essere un’esperienza a una sfida strategica.

Ciò ricorda la teoria dell’«Internet morto», secondo cui la maggior parte delle persone che interagiscono online non sono altro che programmi e intelligenze artificiali. Quella che fino a poco tempo fa sembrava una storia dell’orrore per appassionati di fantascienza sta diventando una realtà con una rapidità sbalorditiva sulle piattaforme e sui social network. Su alcune piattaforme, i «bot» pullulano già, e non sarebbe difficile eliminarli, ma le piattaforme si accontentano benissimo degli utenti e delle interazioni artificiali, purché non siano troppo antisociali. Con lo sviluppo degli agenti autonomi, diventerà sempre più difficile trovare contenuti umani su Internet. Peggio ancora, è la criminalità informatica che si svilupperà senza agenti umani e quindi senza responsabilità. Il cyberspazio è destinato a diventare ostile a qualsiasi presenza umana, lui che un tempo portava la promessa di una libertà senza limiti?

 César Cavallère, Éléments, Moltbook: le troublant réseau social des IA, 23 marzo 2026.

 

Traduzione a cura di Piero della Roccella Sorelli.

 

Come richiedere la Rivista Éléments:

https://www.revue-elements.com/

https://www.revue-elements.com/