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Muoia Sansone con tutti i filistei

di Filippo Bovo - 08/03/2026

Muoia Sansone con tutti i filistei

Fonte: Filippo Bovo

Netanyahu annuncia, come dichiarato dal Times of Israel, un piano a sorpresa per risolvere la guerra in Iran. L'Opzione Sansone, vale a dire il ricorso al nucleare, come "Piano B" lascia molto a desiderare: per la stessa dottrina militare israeliana è infatti l'ultima risorsa per affrontare una minaccia esistenziale per Israele. Il nome "Sansone" non è casuale: si rifa proprio a quel tale che disse "Muoia Sansone con tutti i filistei".
Che il governo israeliano ragionasse in tali termini, "Muoia Sansone con tutti i filistei", è parso subito evidente già dal 7 ottobre 2023. A non accorgersene, ovvero a fingere di non accorgersene, sin qui nel nostro Occidente è stata soltanto una massa di figure compiacenti, politicamente opportuniste e prive di morale: figure complici né più e né meno. Quanto a coloro che invece non se ne sono accorti per mancanza di adeguati strumenti informativi e razionali, possiamo se non altro dire che fossero in buonafede: e non a caso, a mano a mano, molti di loro sono comunque riusciti a prendere coscienza. Poi, da ultimi, ci sono i fessi, quelli che non capiranno mai, oltre ad alcuni che sul serio condividono le stesse visioni messianiche e settarie del governo israeliano e dell'Amministrazione americana. Guardandosi intorno, nel nostro Occidente, si può trovare di tutto e di più, cominciando già dalla nostra piccola ma assai eterogenea Penisola.
Resta il fatto che a furia di ragionare (o sragionare) in tali termini, Israele sia oggi passato dal "Muoia Sansone con tutti i filistei" (la guerra totale, da Gaza alla Cisgiordania, dalla Siria al Libano, fino allo Yemen e al Libano, oltre a "presenze sporche" nel Caucaso o nel Continente Africano, ecc) all'Operazione Sansone vera e propria, o che quantomeno la valuti con serietà. Ciò indica quanto grave sia la situazione per il paese, malgrado l'enorme copertura censoria e la straripante propaganda informativa, che del resto vale anche per il suo "partner maggiore" americano (non a caso, i vari mass media sono ormai soltanto dei grossolani bollettini di regime, e a volerla dire tutta nemmeno da ora, se pensiamo alla guerra in Ucraina, alle Primavere Arabe, e tutto il resto possibile ed immaginabile). Oggi, Israele rischia seriamente la sua esistenza, o quantomeno, se non come entità statale vera e propria, come Stato armato e coloniale, di fortezza anti-mediorientale in pieno Medio Oriente.
Solo ieri notte, per dire, è saltata in aria la raffineria di Haifa. Non ci sono immagini che ne parlano, visto che i reporter sono sorvegliati e se solo provano a filmare o fotografare qualcosa di "non gradito" vengono fermati ed espulsi (è successo, sempre stanotte, con una troupe della NBC). Ma intanto, visto che prima erano state colpite le raffinerie di Teheran, questa è stata la conseguenza subita: e Haifa, giusto per comprendere l'entità del danno, copre pressoché tutta la domanda energetica di Israele. Mentre aver colpito un impianto di desalinizzazione nell'isola iraniana di Qeshm ha significato, come rappresaglia a quell'attacco americano, la distruzione dell'analogo impianto in Bahrein. Ora, se in Iran, data la disponibilità di sorgenti d'acqua, la domanda idrica è coperta solo al 3% dagli impianti di desalinizzazione, non altrettanto si può dire per i paesi del Golfo, con casi come Bahrein e Kuwait che invece dipendono del tutto da tali infrastrutture. Non diversamente si può dire per Israele, la cui dipendenza dagli impianti di desalinizzazione è pari all'80% (per inciso, a Gaza, il 90% di tali sistemi è stato sin qui distrutto dalle forze armate israeliane). Ne deduciamo che, ben lungi da una de-escalation, si stia in piena escalation: voluta e favorita, peraltro, proprio da coloro che in ultima analisi, insieme al loro "partner maggiore", accarezzano ora l'idea dell'Operazione Sansone.
Il "Muoia Sansone con tutti i filistei", che l'escalation (di fatto in atto sin dal 2023, e ora sempre più accelerata con l'allargamento ad un conflitto all'Iran, a sua volta ulteriormente allargato di proposito) a sua volta accompagna, potrà pure condurci a questa possibilità. Tuttavia, un'Operazione Sansone per Israele non sarebbe tanto la salvezza, quanto il suicidio: equivarrebbe, in pratica, a trascinare con sé, in una morte collettiva, l'intero Medio Oriente. Uno scenario indubbiamente apocalittico, la cui prospettiva segnerebbe pure, per quanto possa ora sembrarci poco percepibile, la diversità di vedute ed interessi tra tra lo stesso Israele e il loro "partner maggiore" americano. Gli Stati Uniti vogliono affermare, e riaffermare, il loro predominio nella regione, in un confronto a sua volta esistenziale coi loro grandi competitori globali (Cina, oltre che Russia, ecc) che va ad estendersi ben oltre, dall'Artico al Pacifico, dall'Asia all'Africa, dall'Europa all'America Latina, e ciò non può passare per la loro stessa distruzione in una regione che a sua volta resterebbe distrutta insieme a loro, e al loro "partner minore" israeliano.
E poi, siamo davvero così sicuri che i loro competitori, della cui collaborazione offerta a Teheran (si pensi alle forniture militari, tecnologiche, minerarie, satellitari, ecc, che ormai notoriamente Mosca e Pechino le passano, e le continuano a passare), ormai senza più mistero si parla, glielo lascerebbero fare? Penso proprio che (se non vi sarà qualche evento che ovviamente non verrà mai adeguatamente riferito, così da non turbare il mito di potenza con cui il pubblico occidentale è stato allevato), questa continua e sempre più accelerata escalation ci riserverà delle interessanti sorprese, più di quelle viste sin qui, in questi ultimi 9 giorni di conflitto. Beninteso, prima di suscitare equivoci: il mio non è un invito al catastrofismo.