Newsletter, Omaggi, Area acquisti e molto altro. Scopri la tua area riservata: Registrati Entra Scopri l'Area Riservata: Registrati Entra
Home / Articoli / Tre ragioni fondamentali per cui gli Stati Uniti non potrebbero vincere una guerra contro l'Iran

Tre ragioni fondamentali per cui gli Stati Uniti non potrebbero vincere una guerra contro l'Iran

di Pino Cabras - 15/03/2026

Tre ragioni fondamentali per cui gli Stati Uniti non potrebbero vincere una guerra contro l'Iran

Fonte: Pino Cabras

Una proiezione di potenza militare americana in territorio iraniano si rivelerebbe con ogni probabilità un fallimento catastrofico sul piano strategico. È questa la posizione condivisa dall'ex analista CIA Larry Johnson e dal colonnello a riposo dell'esercito statunitense Lawrence B. Wilkerson, intervenuti nel podcast di Nima Alkhorshid.
IL CONTROLLO DEL CIELO NON EQUIVALE AL CONTROLLO DEL CONFLITTO
Persino i massimi responsabili del Pentagono riconoscono apertamente che nessuna guerra si vince attraverso la sola supremazia aerea. Nel caso specifico dell'Iran, i due esperti escludono inoltre qualsiasi scenario realistico di avanzata via terra.
La rinomata 82ª Divisione Aviotrasportata potrebbe certamente essere proiettata in fretta nell'area, ma — secondo Johnson — difetterebbe sia dei mezzi che dell'apparato logistico indispensabile per reggere combattimenti prolungati oltre un arco di tempo ristrettissimo, nell'ordine di quarantotto ore. «Troppe persone restano intrappolate in fantasie cinematografiche in cui i soldati compiono prodezze sovrumane ignorando completamente i limiti materiali di qualsiasi conflitto reale», commenta con sarcasmo l'ex agente dell'intelligence.
PROIETTARE TRUPPE SIGNIFICHEREBBE ACCETTARE PERDITE INSOSTENIBILI
Wilkerson sottolinea come, per dispiegare oggi unità di fanteria, Washington sarebbe costretta a fare affidamento sul corridoio logistico noto come Restriction of Movement (ROM) in Kuwait. «Basta guardare una carta geografica: l'unica via d'accesso percorre quella strozzatura meridionale dell'Iraq nei pressi di Bassora, per poi attraversare un territorio apertamente ostile prima ancora di varcare il confine iraniano. Uno scenario praticamente inattuabile».
Resterebbe in piedi l'opzione di operazioni anfibie con unità da sbarco trasportanti migliaia di Marines. Eppure, rileva il colonnello, le difficoltà emergerebbero già in fase preparatoria. «Persino reperire le navi anfibie necessarie costituirebbe un problema serio. La tensione in atto tra Marina militare e Corpo dei Marines dimostra quanto i fondi siano carenti, tanto da rendere difficoltosa persino la manutenzione di routine di queste unità navali».
E anche nell'eventualità in cui le truppe riuscissero a sbarcare sulle coste iraniane, aggiunge Wilkerson, verrebbero con ogni probabilità annientate in pochissimo tempo da un fuoco incrociato di missili e artiglieria.
IL NODO IRRISOLVIBILE: NON ESISTONO ABBASTANZA SOLDATI
Alla radice di tutto si pone tuttavia una questione ancora più dirimente: la carenza strutturale di effettivi disponibili per un'operazione di simile portata. «Non si tratta solo dell'ostacolo, già di per sé gigantesco, di trasferire reparti in zona senza subire perdite devastanti», conclude Wilkerson. «Il problema è più semplice e più grave insieme: non abbiamo il numero di uomini necessario».