Trump concede il nucleare al suo amico Mohammad bin Salam, capoccia dell’Arabia Saudita che ha conosciuto ai bei tempi di Epstein quando i due sfogavano le loro mire di grandezza sulle ragazzine. Il Salam è anche quello che ha dato due miliardi al genero sionista di Trump Jared Kushner per il suo fondo di investimento, lo stesso ceffo della Riviera degli Orrori a Gaza e dell’oasi albanese di Sazan per farci l’ennesimo asilo nido extralusso per ricchi che si ostinano a non accettare che coi soldi ci compri solo minchiate e se sei un minchione ci rimani per sempre. E a proposito di Trump, dando il nucleare al Salam è riuscito con uno dei suoi celebri colpi di demenza, a far incazzare tutti. Sia le persone dotate di senno che non si capacitano del perché un regime autoritario, liberticida e misogino come l’Arabia Saudita possa avere il nucleare mentre la Repubblica iraniana no, a meno che il criterio sia la vicinanza alle chiappe flaccide di Trump. Sia coloro che il senno lo hanno donato al nazi sionismo preoccupati che il progetto della Grande Israele venga archiviato come la barzelletta del secolo. La propaganda di massa con cui il sionismo ha infatti infinocchiato mezzo mondo per decenni, serviva anche a celare la strategia regionale e cioè il dominio militare assoluto. E cioè i sionisti possono avere l’atomica anche illegalmente mentre tutti gli altri no e nemmeno per uso civile, Iran in primis. E solo loro possono avere i cacciabombardieri mentre tutti gli altri no e via privilegiando. E tutto questo in modo da poter intimidire, soggiogare e colpire a piacere chiunque osi ribellarsi al suprematismo del popolo eletto da Dio o da chi per esso. Non un piano ma la drammatica storia degli ultimi decenni con arabi e persiani che si sono messi a traforare le montagne e i deserti come gruviera per difendersi. Se poi le bombe non bastano, il sionismo e gli amichetti americani passano allo strangolamento finanziario e agli infiltrati tra i marciapiedi come nei palazzi del potere. È la storia del Libano, un paese martoriato da decenni che da Svizzera del Medioriente oggi si trascina da una bancarotta all’altra e per l’ennesima volta si ritrova il sud occupato e devastato mentre a Beirut dei burattini venduti tramano con Tel Aviv. La colpa del Libano è la stessa della Siria e dell’Iran ma anche dell’Iraq, opporsi alla persecuzione dei palestinesi e rifiutare la servitù a quel progetto coloniale che la propaganda ha spacciato alle masse come una democrazia modello nonché avamposto della superiore civiltà occidentale. A passarsela meglio sono paesi come la Giordania o quelli del Golfo che hanno venduto l’anima al diavolo per un pugno di dollari. Come il Salam, classico esempio di sceicco bacchettone che non appena mette il naso fuori dalla tenda fa lo sporcaccione e il gradasso tramando coi peggiori furfanti del pianeta tipo Trump che ha ricoperto d’oro massiccio in cambio di affari e di una protezione militare che alla prova della storia si è rivelata un bidone colossale. Se gli iraniani volessero, potrebbero dronare il Salam anche quando al mattino si siede sul trono a rilasciare i reali escrementi. Ma s’intravede l’alba di una nuova era. Sionisti e americani pensavano di avere in pugno quei deserti roventi ed invece i bolidi ipersonici scagliati dalle montagne iraniane li stanno costringendo a rinculare verso il Mediterraneo. Sceicchi e reucci si arroccano indignati ma i popoli dell’Asia Occidentale si prosternano a ringraziare il Profeta quando scorgono i missili Made in Persia sorvolare le dune. Anche i cammelli se la ridono, anche a loro stanno alquanto sulle gobbe quegli sceicchi mollaccioni ed ipocriti che li hanno abbandonati a favore di orde di businessman dal muso pallido e baldracche provenienti da ogni angolo del globo. Schiavi e cammelli da una parte, sceicchi dall’altra. Ma impazza la cronaca di un marasma senile diventato geopolitico e di una lobby sionista sempre più all’angolo. Nelle ultime settimane Trump ha chiesto al tagliatore di teste piazzato a Damasco di attaccare gli Hezbollah in Libano, ai Curdi di invadere l’Iran e pare sia stato lui a spingere il Salam a bombardare lo Yemen. Mossa davvero geniale con gli Houthi che hanno risposto bloccando il Mar Rosso alle petroliere saudite mentre dallo Stretto di Hormuz non passano più neanche i pesci che si sono rotti le branchie delle esplosioni e delle stronzate della Casa Bianca. E così a breve la benzina costerà come lo champagne e potranno brindare solo i ricchi. Popoli e pesci da una parte, sciacalli borsistici dall’altra. Ma menomale che s’intravede l’alba di una nuova era. La fine di ogni suprematismo e la riscoperta della pari dignità di ogni essere umano, la fine di ogni estremismo e la riscoperta della ragionevolezza, la fine di ogni violenza e la riscoperta del dialogo e della pace come scelta vitale, la fine di un degrado interiore che fattosi politica ha devastato l’Asia Occidentale e il mondo intero.
Trump, il Salam e l’alba di una nuova era
di Tommaso Merlo - 23/07/2026

Fonte: Tommaso Merlo

