Una somma di individui non forma un Popolo
di Francesco Petrone - 17/05/2026

Fonte: Francesco Petrone
Il popolo italiano non ha mai avuto una coscienza nazionale altrimenti Cavour non avrebbe detto che ora occorreva fare gli italiani. Lo dimostra il fatto che l'unica volta che le masse popolari si sono mobilitate è stato per uccidere coi forconi i 300 di Pisacane. I moti mazziniani erano animati da una minoranza di borghesi, intellettuali idealisti e per questo sono falliti dato che sono stati lasciati soli. Il popolo non aveva nemmeno la famosa coscienza di classe perché altrimenti Marx non avrebbe detto che occorreva formarla. Inoltre il popolo non ha fatto né la rivoluzione francese, né il Risorgimento, né la rivoluzione bolscevica che fu il golpe di una minoranza, né fece quella fascista fatta da una minoranza attiva, la famosa élite rivoluzionaria. Il popolo nel suo insieme non ha fatto nemmeno la decantata Resistenza. Ha solo subito è sempre accorso dopo per dare il consenso. Il popolo non ha nemmeno coscienza popolare e di conseguenza non è nemmeno un popolo ma è solo gente, folla, passanti, consumatori. Infatti per Renan la nazione non è razza, lingua, geografia. È volontà. Dice che è centrale avere un passato comune. Memoria di glorie e dolori condivisi. Sacrifici, guerre, costruzioni insieme. Creazione di un capitale di ricordi che lega. Sempre Renan dice che la sofferenza in comune unisce più della gioia. La nazione è voler continuare insieme nel presente, un plebiscito quotidiano. La nazione esiste solo se i vivi dicono “sì” ogni giorno. Se smettono, finisce tutto perché è un contratto esattamente come il matrimonio. Non carne, non sangue. Anima che è memoria e volontà. Attualmente non vedo né un popolo europeo né un popolo italiano con tale volontà anche se forse in un passato è esistita. Inoltre degli stranieri di passaggio non potranno avere quella volontà che non hanno più nemmeno gli italiani. Nessuno è più un cittadino ma solamente abitante, siamo tutti meteci. Infatti per essere cittadino occorrono un'insieme di valori che guidano la condotta all'interno della società: Senso civico, rispetto delle regole, solidarietà, onestà e partecipazione attiva alla vita della comunità, elementi fondamentali per il benessere collettivo. Se il cittadino non ama la comunità, la comunità diventa amministrazione. E l’amministrazione non regge quando arriva la tempesta. Volere il bene comune sopra l’utile privato. Bonum commune prima del bonum meu. San Tommaso d' Aquino. Non “cosa mi dà lo Stato”, ma “cosa reggo io per lo Stato”. Aristotele, Politica
Fedeltà alle leggi anche quando pesano Rispetto della legge non per paura, ma perché la riconosci come forma della convivenza. Cicerone, De Legibus. legum servi sumus ut liberi esse possimus.
Cura del luogo e della memoria. Monumenti, lingua, cimiteri, feste. La patria è terra dei morti e dei vivi. Mazzini: Patria è dovere, non diritto.
Renan: la nazione è plebiscito quotidiano. Amore vuol dire votare “sì” ogni giorno*, anche quando non conviene.
Il cinismo: “sono tutti ladri”. Diventa profezia che si autoavvera.
Di conseguenza non si può diventare cittadini solo perché ci si accontenta di lavorare per un tozzo di pane. Non si diventa cittadini perché qualcuno spera che qualcun'altro possa pagare le pensioni. Non si diventa cittadino se non c'è condivisione dei valori. Soprattutto una massa di individualisti non forma un popolo.
