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Perché negli Stati Uniti non c’è il socialismo?

di Werner Sombart - 27/06/2006

Fonte: brunomondadori

Werner Sombart

Perché negli Stati Uniti non c’è il socialismo?

Prefazione di Guido Martinotti

 

 

Pagine 192     € 15,00    ISBN 88-424-9289-2

A cento anni dalla pubblicazione questo breve saggio di Sombart è un invito a riflettere sulla società americana. Fino dall'inizio del secolo scorso questa riflessione era nelle migliori tradizioni dell'intellighenzia europea, poi man mano che l'America si avvicinava all'Europa e veniva in un certo senso presa a modello, se ne è persa l'abitudine.

Eppure la società americana è ancora un enigma. Gli interrogativi che si poneva Tocqueville e l'interrogativo di Sombart che dà il titolo a questo libro meritano ancora di essere considerati.

Per Sombart, come del resto per Marx, il socialismo è figlio del capitalismo e delle sue contraddizioni. Così egli si chiede perché nel luogo ove il capitalismo ha raggiunto la massima espansione non vi sia anche un forte movimento socialista.

Le acute interpretazioni di Sombart si possono ricondurre a due fattori, che tuttora caratterizzano gli Stati Uniti: la particolare configurazione del sistema politico con i suoi meccanismi di trasmissione della domanda politica e rappresentanza degli interessi, da un lato, e l'esistenza della frontiera che permette di assorbire le contraddizioni e allargare illimitatamente le basi dell'accumulazione, dall'altro. Questo secondo fattore, sul quale particolarmente insiste Sombart, è certamente mutato, ma non sembra avere esaurito il suo ruolo.

Werner Sombart (1863-1941) è considerato con Weber il fondatore della sociologia economica. Le sue opere principali sono Il capitalismo moderno (1902) e Socialismo e movimento sociale nel secolo XIX (1896).