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Media e comunicazione

di Marcello Foa - 27/01/2015

Fonte: Critica Scientifica


Direi che sono due esigenze complementari. Chi ha la mente chiusa non si interroga e dunque non esplora; chi ce l’ha aperta sente il bisogno di sapere e capire di più, dunque cerca in ogni direzione. Il problema è la credibilità delle fonti alternative: bisogna saper scegliere e non lasciarsi affascinare dal primo sito che si trova

  

Intervista a cura della redazione di Critica Scientifica

1 Per formarsi un’ idea più veritiera possibile, rispetto alle notizie che i media veicolano, (spesso in una chiave parziale o strumentale) e’ più importante avere una mente aperta oppure conoscere fonti informative alternative e/o complementari a quelle mainstream?

“Direi che sono due esigenze complementari. Chi ha la mente chiusa non si interroga e dunque non esplora; chi ce l’ha aperta sente il bisogno di sapere e capire di più, dunque cerca in ogni direzione. Il problema è la credibilità delle fonti alternative: bisogna saper scegliere e non lasciarsi affascinare dal primo sito che si trova”.

2 Quali sono le accuse più frequenti che riceve chi cerca di fare un’informazione onesta fuori dal coro?

“Dipende da autore ad autore. Personalmente non ricevo accuse, piuttosto scetticismo o paradossalmente invidia da parte di colleghi che tendono o devono uniformarsi al mainstream. A fare la differenza sono la qualità delle fonti, la precisione delle analisi e il tono che si usa: più è autorevole meno ci si espone alle solite accuse.”

3 In un recente intervento a Roma nell’ambito del convegno “Global WARning”lei ha affermato che l’informazione sui media è diventata uno strumento di ‘gestione del mondo’. In che modo e in quale direzione a suo avviso hanno agito maggiormente gli “spin doctors” nell’anno appena trascorso?

“Sì, uno strumento di guerra ormai sistematico. Gli episodi più evidenti riguardano l’Ucraina dove si è riusciti a far passare un colpo di stato per una rivoluzione democratica e a far passare per dei patrioti disinteressati gruppi neonazisti che hanno avuto un ruolo attivo in quella rivoluzione. Idem le accuse alla Russia e la gestione dell’informazione sull’abbattimento dell’aereo della Malayisa airlines, dove Mosca è stata additata come responsabile dopo pochi minuti con evidenti fini strumentali. In secondo luogo, l’Isis che mediaticamente è sorto dal nulla e che nella fase iniziale è stato finanziato/sostenuto dai Paesi arabi e dagli americani, salvo poi diventare il nuovo nemico globale. Infine il premier italiano Renzi: più spin di così…”

4 All’indomani del sopra citato incontro di Roma, a Tallin in Estonia (che sottolineiamo appartiene alla UE) è stato arrestato immotivatamente uno degli organizzatori, il giornalista Giulietto Chiesa giunto in quel luogo per un convegno sulla situazione in Ucraina. All’inizio dell’anno si è invece riaffermato il tema della libertà di espressione assoluta (anche se offensiva di altrui sensibilità) con la tragica vicenda di Charlie Hebdo, qualche giorno dopo è stato invece arrestato il comico Dieudonné per una sua frase (scritta su Facebook) in cui parafrasando il “Je suis Charlie” scriveva “Ju suisCharlie Coulibaly”, uno degli attentatori rimasti uccisi. Quali sono dunque i limiti della libertà di espressione che emergono da questi episodi?

“Emerge chiaramente un doppio standard e un’evidente ipocrisia. Si possono infangare, mediaticamente, simboli religiosi ma certe opinioni sono off limits. E’ grave che in due Paesi dell’Unione europea si proceda all’arresto e nel caso di Chiesa all’espulsione. Altro che libertà di opinione, questa è intimidazione, ma quasi nessuno ha il coraggio di denunciarla…”

5 Esistono delle vie praticabili per aumentare ad un livello significativo, ai fini della formazione dell’opinione pubblica, la diffusione di notizie provenienti da fonti alternative che siano libere dai filtri e dagli “spin” operati spesso sui grandi media?

“E’ difficile rendere consapevole il grande pubblico, in quanto è improbabile che un grande media esca dall’informazione mainstream. L’unica via praticabile, in assenza di investimenti ingenti, è quella della diffusione on line. Internet offre da questo punto di vista possibilità notevoli che fino a poco tempo fa erano impensabili. Il successo iniziale del blog di Beppe Grillo (prima che scendesse in politica), dimostra che si possono raggiungere anche ampie minoranze. Bisogna perseverare…”

6 Il nostro sito, Critica Scientifica, si occupa dell’informazione in generale ma con un’attenzione particolare verso l’informazione scientifica. L’autorità di cui è investita la “scienza” rende meno percepito il rischio della manipolazione delle notizie se queste provengono da fonti ad essa riconducibili, in base alla sua esperienza cosa può dirci in proposito?

“Sono purtroppo assolutamente d’accordo. In nome della Scienza si propagano bufale incredibili, usando tecniche come quelle della Terza Parte. Se una notizia ha il sigillo di un’Istituzione scientifica nota o apparentemente credibile passa sui media senza filtro critico, il che è molto pericoloso e conduce ad abusi anche su larga scala”.

7 Quale posto ritiene che possa avere la manipolazione della scienza nella sopra citata ‘gestione’ del mondo di cui parlava nel suo intervento?

“E’ meno frequente dello spin politico ma altrettanto pericoloso. Si pensi agli effetti provocati dagli allarmi ampiamente esagerati sulla Mucca Pazza, la Sars, l’influenza aviaria, la suina… O il silenzio sulla pericolosità delle pillole anticoncezionali di ultima generazione. Merita tantissima attenzione e la capacità di tradurre in un linguaggio accessibile al grande pubblico informazioni altrimenti comprensibili solo agli addetti ai lavori. Ben vengano siti come il vostro…”

8 Da esperto di comunicazione e giornalismo potrebbe dare delle indicazioni per massimizzare l’efficacia di chi opera nel campo dell’informazione indipendente?

“Di non limitarsi al sito e di sviluppare una forte presenza sui social network, puntare sulla costruzione della propria credibilità. Alla lunga paga e diminuisce il rischio di essere accusati di fare informazione spazzatura, non verificata. E soprattutto di non analizzare la realtà partendo da teoremi o da pregiudizi che portano a vedere manipolazioni ovunque ma di partire sempre da un’analisi oggettiva dei fatti per poi risalire la corrente e cogliere incongruenze, incoerenze, aspetti inspiegabili, fino a decriptare le tecniche più raffinate e invisibili”.