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Confessioni di un terrapiattista

di Davide Tarizzo - 26/07/2021

Confessioni di un terrapiattista

Fonte: La Fionda

Confesso di nutrire dubbi su molte certezze oggi spacciate per enunciati della Scienza, una santa cattolica e apostolica.

  • Coro: Terrapiattista!

Confesso di nutrire dubbi sulle politiche sanitarie, d’accoglienza ed economico-finanziarie promosse dall’Unione Europea, una santa cattolica e apostolica.

  • Coro: Sovranista!

Confesso di nutrire dubbi sull’opportunità di punire a norma di legge coloro che si trovano in dissenso con la teoria gender, un@ sant@ cattolic@ e apostolic@.

  • Coro: Omofobo!

Confesso di non essere vaccinato e di non volere fare iniettare ai miei figli un vaccino sperimentale con effetti secondari ancora largamente ignoti.

  • Coro: Untore!

Confesso, sì, di avere parecchi dubbi.

  • Coro: Indeciso, vigliacco, disertore!

Confesso di voler pensare.

  • Coro: A casa tua!

***

Le vicende attuali aiutano a far chiarezza su tre questioni di cui si occuperanno, con ogni probabilità, gli studiosi del futuro:

1) Il “potere” contemporaneo (neoliberale o meno che lo si voglia chiamare) non agisce in maniera diversa dal passato: quando si pretende obbedienza a un comando, la MINACCIA è la risorsa estrema e privilegiata – non la persuasione o suggestione esercitata in maniera più o meno subdola. La minaccia permea la comunicazione politica odierna. Un esempio tra i tanti: “Se le cose sono andate male finora, prendendo certe decisioni, sarebbero sicuramente andate molto peggio senza prenderle”. Questo messaggio – “non c’è alternativa” – è fondato su una minaccia e sulla paura che essa incute nella popolazione.

2) La politica odierna segue lo schema della “polarizzazione”: globalisti/populisti, europeisti/fascisti, provax/novax, scienziati/terrapiattisti… Gli agenti della polarizzazione non sono però i cattivi (populisti, fascisti, o quant’altro) bensì i sedicenti buoni, i benefattori del genere umano. La polarizzazione, in altre parole, si sta rivelando un metodo sistematico di SEGREGAZIONE, esercitata dall’alto, di coloro che non danno il loro assenso incondizionato al corso degli eventi.

3) Pensare significa (anche) avere dubbi. Non lo dico io, lo ha detto – per citare un nome eloquente – Hannah Arendt (“Thinking, however, which subjects everything it gets hold to doubt…”). Essere liberi di pensare significa essere liberi di avere dubbi. Coloro che oggi non consentono ad altri di avere dubbi sono COMPLICI del “nuovo fascismo”, espressione coniata dal profeta in patria, Pier Paolo Pasolini.

***

Mia madre e mio padre mi chiamarono Davide dopo aver letto Se questo è un uomo. Forse per questo mi sento appiccicata addosso una stella che non mi appartiene, giacché non sono ebreo di nascita. Lo sto diventando adesso, in quanto non vaccinato? Ridicolo anche solo ipotizzarlo. Più in generale, ogni raffronto tra il “nuovo fascismo” e i totalitarismi novecenteschi è una scorciatoia fuorviante che impedisce di cogliere le novità dell’oggi, come ho cercato di spiegare qui (https://www.sup.org/books/title/?id=32830). Colpisce però che su ogni fronte si continui a sputare sulla memoria della tragedia occorsa ottant’anni fa, prima con l’uso sconsiderato del termine “negazionismo”, dopo con paragoni scriteriati.

***

Spiego perché non mi sono vaccinato così da non doverlo ripetere più a voce ad amici e conoscenti.

1) In primo luogo, nutro dubbi sull’efficacia dei vaccini e timori per la loro potenziale nocività, dubbi e timori confermati, ahimé, da fonti autorevoli, politiche e scientifiche, per esempio qui (https://www.jpost.com/breaking-news/for-first-time-since-march-855-new-coronavirus-cases-in-israel-674084) e qui (https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/07/04/usa-uno-degli-scienziati-dellrna-messaggero-denuncia-censurato-da-linkedin-dopo-aver-espresso-preoccupazione-sulla-trasparenza-del-governo-rispetto-ai-potenziali-rischi-dei-vaccini-la-polemic/6249833). E sono solo un paio di esempi.

  • Coro: No-Vax!

2) In secondo luogo, mi insospettisce sempre un Coro che sbraita all’unisono. Preferisco altri tipi di Coro, oggi fuori moda, tipo questo (https://www.youtube.com/watch?v=HI5Y9l2NHIo). Il Coro attuale invece, con le sue urla che zittiscono il dissenso, sollecita in me domande come queste (https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/20804-gabriele-guzzi-quando-non-capisco-domando.html) e riflessioni come queste (https://www.lafionda.org/2021/06/22/paradigma-covid-collasso-sistemico-e-fantasma-pandemico)

  • Coro: Fake news!

3) Ma mettiamo che, con tutti i miei dubbi, andassi lo stesso a vaccinarmi. Riuscirei ancora a dubitare dopo? Riuscirei ancora a pensare? Oppure, con quei dubbi ancora addosso, dovrei a quel punto cercare di sopirli e, per trovare un po’ tranquillità, dovrei provare a chiudere la bocca a tutti coloro che me li rammentano?

  • Coro: Vaccino obbligatorio!

***

Giust’appunto, il vaccino obbligatorio: questo sgombrerebbe il campo dagli equivoci. L’obbligo mi consentirebbe di vaccinarmi senza dare il mio libero consenso (informato) a un’operazione della cui bontà non sono convinto, né per me né per gli altri. Ma si può introdurre un obbligo del genere? C’è chi dice di sì, c’è chi dice di no. A tutti coloro che, come me, ritengono che si tratterebbe di un grave oltraggio ai principi giuridici che sorreggono la nostra società, suggerisco di firmare qui (https://generazionifuture.org/green-pass-appello-e-raccolta-firme).