Epstein è solo uno dei sintomi
di Adriano Segatori - 17/03/2026

Fonte: Italicum
Ormai a tamburo battente, la quotidiana disinformazione continua con inesorabile puntualità e puntigliosità a riportare la questione dei famigerati comportamenti di Jeffrey Epstein e dei suoi sodali. Si parla di trionfo del vizio e di patologie diversificate – dal sadomasochismo al cannibalismo, dalla perversione pedofila agli omicidi rituali. Qualcuno ha sottolineato come ci si trovi davanti a un abisso di atrocità, creato e abitato da personaggi del cosiddetto “circolo intellettuale, politico e finanziario”.
Nel dark web sono stati identificati milioni di account dedicati alla pedofilia, mentre sono state acquisite dalle autorità inquirenti americane migliaia di foto di notabili occidentali in compagnia di bambini e di bambine in una oscena esposizione criminale di corpi e di banchetti.
Come sempre accade, in questi casi, si scatena la caccia ad uno particolarmente esposto e forse, per certi versi, il meno equivoco di tutta la sua corte altolocata e rispettabile che lo ha sostenuto e ha condiviso le stesse deviazioni.
Per questo motivo trovo fuorviante e losco focalizzare l’attenzione solo su Epstein, come lo Stavrogin della sanguinaria combriccola di Dostoevskij, una figura centrale e demoniaca a rappresentare il male assoluto, e porre in secondo piano tutti i complici che posseduti da gusti estremi e liberi da ogni confine morale ne hanno condiviso sadismi e atrocità.
Per altri motivi, trovo fuorviante e losco circoscrivere queste pratiche di perversione estrema all’interno di un preciso gruppo di psicopatici che grazie alle coperture politiche e alle spalle coperte dal punto di vista finanziario, possono dedicarsi a queste attività come se fossero soltanto segni di una deriva immorale e corrotta da prendere in considerazione dal punto di vista psicopatologico.
Epstein è il sintomo di un Occidentegravemente malato che sta concludendo in maniera indecorosa il suo ciclo di grandezza. Di un Occidente che ha fatto del progresso il suo idolo e la sua dottrina di vita. Di un Occidente che ha fatto dell’uomo un feticcio divinizzato. Di un Occidente che ha fatto della modernità il suo devastante miraggio. Un Occidente che ha fatto della tradizione quasi un retaggio da dimenticare. Un Occidente che ha fatto del capitale il suo stile di vita.
Ha scritto Karl Popper che «La risposta ad un problema complesso è sempre rapida, semplice e… sbagliata», una considerazione valida per qualunque persona superficiale, o in malafede, o semplicemente ignorante. Questo stesso meccanismo avviene per le terribili rivelazioni sui comportamenti, sadici e criminali che una circoscritta fetta di “notabili” ha posto in essere nel corso di diversi decenni. La questione è molto più complessa e, per certi versi, anche di più difficile accettazione per una maggioranza abituata al pensiero concreto e soprattutto materialista.
È necessario parlare di “climi psichici”, di “atmosfere patologiche”, di “stativiziati” per dare una cornice a quanto emerge in questo Occidente.
Cominciamo con una prima distinzione. “Nessuno può servire a due padroni: non potete servire a Dio e a Mammona” (Matteo 6,24; Luca 16,13). Questo Occidente ha di fatto compiuto una scelta precisa: l’espulsione di ogni forma di sacro da tutte le sue istituzioni – per essere chiari anche in quelle ecclesiastiche, come fece Papa Francesco, quale teologo della sovversione. Dalla deformazione della liturgia al decadimento in sociologia, la Chiesa Cattolica ha rinunciato a ogni forma di spiritualità per tentare di accalappiare fedeli in nome di una assoluzione generalizzata e un’accoglienza indiscriminata. A cominciare dalla rettifica del catechismo per finire alle abominevoli disponibilità a qualsivoglia tipo di perversione, sempre con la viscida giustificazione di apertura ad accogliere le pecorelle smarrite.
Contemporaneamente, le stesse istituzioni laiche si sono trasformate in gestrici delle voglie individualistiche di qualsiasi minoranza, rinunciando a ogni funzione etica e normativa. Ma sono andate addirittura oltre, certificando in maniera ufficiale le più insensate e inconcepibili deviazioni, come nella legge inglese che prevede che dopo i quattro anni il bambino possa scegliere autonomamente la posizione sessuale alla quale riferirsi, alla faccia dell’educazione familiare e della psicologia dell’età evolutiva.
Charles Melman, un importante psicoanalista francese da qualche anno scomparso, in una autorevole intervista ha affermato chiaramente che «La perversione diventa una norma sociale. […]. Essa è oggi al principio delle relazioni sociali, grazie al modo di servirsi del partner come di un oggetto che si detta nel momento in cui lo si giudica insufficiente».
Una perversione che inquina e condiziona in maniera indiscriminata, lo stesso campo della politica che si usa per scopi personali e poi si cambia bandiera se le soddisfazioni materiali non sono sufficientemente esaudite.
C’è chi interpreta il marcio emerso attorno alla figura di Epstein come un’operazione ricattatoria gestita e coordinata dallo stesso losco figuro al fine di aver in pugno più personaggi di potere possibile.
C’è chi pretende, con una certa disinvoltura, di ridurre tutta questa depravazione a gossip di dubbio gusto, ad espressioni di patologie personali e limitate devianze circoscrivibili a individui di dubbia moralità e di sanguinarie anormalità.
C’è chi sostiene che gli orrori materiali e morali possono essere circoscritti all’interno di un’isola, o al massimo relazioni interpersonali, psicopatici, sadici e perversi vari, in un semplice circolo contenuto e circoscritto.
L’informazione, invece, che deve essere ampiamente recuperata e visibilmente sottolineata dalla desecretazione di milioni di files, è che il mondo delle oligarchie della finanza, dell’informazione, della tecnologia e della politica progressista sono quelle che determinano le condizioni dei popoli e del mondo. Sono loro che gestiscono il sistema globale attraverso la manipolazione del pensiero e il controllo della stessa vita dei singoli individui.
Se consideriamo i documenti analizzati, sia dal punto di vista verbale che da quello fotografico, non si può far finta di niente e negare che ci sia un filo demoniaco, satanico tra i loro comportamenti e il loro potere mondialista.
Che molti continuino pure a sorridere con aria di sufficienza sentendo certi termini e certe ipotesi, ma il male esiste, e non è solo la “privatio boni” di cui parla Sant’Agostino, quindi una condizione di passiva mancanza di luce, ma una vera e propria ricerca volenterosa e attiva di diffondere il più possibile il buio, innanzitutto quello delle coscienze individuali e collettive.
In un post pubblicato, Marco Rizzo riassume in poche righe la questione fondamentale di questo fenomeno aberrante: «Quello che vi fanno vedere sui media non informazione, è “gestione del danno”». Ci buttano dentro tutto, dalle cose più rilevanti ai KGB (che non esiste più da 35 anni), e si dimenticano del Deep State e del sionismo. Le loro corrotte e demoniache élite dell’Occidente hanno bisogno di stupidi che credono ancora nella ‘loro’ democrazia”.
Questo Occidente è necrofilo: dall’aborto all’eutanasia, della compravendita di bambini alla liquidazione dei malati, e dalla morte del corpi alla morte dell’anima, il passo è breve.

