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Il proprio tempo e i simulacri del passato

di Martino Mora - 01/05/2026

Il proprio tempo e i simulacri del passato

Fonte: Martino Mora

La Festa dei lavoratori del 1 maggio è un prodotto residuo della questione operaia e del movimento socialista.
Oggi la classe operaia  ha perso qualsiasi  centralità nella società occidentale del terziario e delle de-localizzazioni. E così il socialismo, per non parlare del comunismo. 
Il socialismo e il comunismo infatti sono residui di un tempo passato, il cui ultimo canto del cigno avvenne  negli anni Sessanta e Settanta del XX secolo, mentre la “società opulenta” basata sui consumi di massa prendeva lentamente  ma irresistibilmente  tutt’altra direzione. 
Il  socialismo e il comunismo sono oggi  dei residui del passato – come il fascismo- non soltanto per ragioni socio-economiche, ma per ragioni spirituali. 
Certamente  il pessimo conservatorismo  americanista alla Socci e alla De Mattei  fomenta senza fine  la paura dei fantasmi rossi del passato,  come dall’ altra parte la sinistra liberal, egemone nei  media, fomenta quotidianamente l’immaginario pericolo del “fascismo eterno”.  Ma si tratta, appunto di fantasmi della propaganda. Cioè di balle. 
E’ il clima spirituale del presente che non permette un ritorno dei socialismi e dei nazionalismi, che erano pur sempre dei progetti collettivi appartenenti alla fase sacrale della secolarizzazione (Augusto Del Noce). Quella delle “religioni politiche” (Eric Voegelin). 
Ora siamo alla fase finale della secolarizzazione. Quella dove l’annichilimento dell’influenza religiosa cristiana,  anche al semplice livello morale dei costumi, lascia il posto a un’individualizzazione  integrale che non permette  alcuna alternativa al culto liberale dell’individuo atomizzato. Magari trasngender e meticcio. 
Per paradossale  che possa sembrare, il comunismo poteva prosperare come progetto collettivo solo in una società ancora parzialmente cristiana, non completamente secolarizzata  dal materialismo pratico di massa del capitalismo avanzato. 
Socialismo e comunismo  avevano  infatti  bisogno di masse  già parzialmente secolarizzate , ma non erano ancora le masse abbrutite dei concerti rock e techno. Erano le masse della mobilitazione collettiva.  
La militanza  operaia  organizzata andava  ai comizi  e organizzava gli scioperi, non sciamava ritualmente nei centri commerciali. 
Da tempo in Europa  market ha sconfitto totalmente non solo la Chiesa, ma  anche Marx.  Il materialismo pratico  ha annientato  quello storico. 
La religione zero, come la chiama Emmanuel Todd, e quindi il nichilismo  universalmente diffuso, rende ormai impossibile qualsiasi progetto collettivo. Di sinistra o di destra. 
L’io non ha più bisogno, per idolatrare se stesso, di riconoscersi nella rivoluzione  della classe operaia. O nel mito dello Stato  e della nazione. Gli bastano il centro commerciale, le vacanze esotiche , i tatuaggi  e l’amore libero. Se occorre anche il cambiamento di sesso. Non occorre altro. E purtroppo non è possibile altro. 
Ha vinto l’anglosfera col  suo modello di civilizzazione universale consumista basato sui soldi, sul sesso e sul successo. 
La Sovversione punta tutto su modelli egoici e asociali come il femminismo e l'omosessualismo dirittisti. 
Il domani non ci riserva il ritorno del totalitarismo rosso e la dittatura del proletariato. Come nessun fascismo può ritornare. 
Il domani ci riserva semmai  un oscuro misticismo alla rovescia che sembra affiorare quotidianamente  dal sistema orgiastico-mercantile dello spettacolo. 
Per ora  abbiamo già la dittatura della plutocrazia anglosferica e sionista di Davos e dei "mercati finanziari", che sottomette masse e individui  con il dolce inganno della propaganda e della tecnologia sempre più imbecillemente assunta. 
Saper leggere il proprio tempo è sempre più necessario.