La schiena dritta di Pedro Sanchez
di Massimo Fini - 30/04/2026

Fonte: Massimo Fini
La Spagna del socialista Pedro Sanchez è il solo paese europeo a tenere la schiena dritta in questi tempi febbrili e confusi in cui gli Stati Uniti di Trump impazzano per tutto il globo dall’Antartide al Sudamerica al Medio Oriente dove, insieme agli ebrei di Netanyahu, fanno il lavoro più sporco. C’è un precedente quando il presidente spagnolo, il socialista Zapatero, nel 2003 si rifiutò di inviare i soldati spagnoli in Iraq a far parte della colazione dei “volenterosi” raccolta dagli Stati Uniti mentre il cattolicissimo Aznar, che l’aveva preceduto, vi aveva aderito nonostante Papa Woytila avesse tuonato contro quella guerra.
Attualmente la Spagna ha rifiutato le proprie basi agli aerei yankee e ne ha proibito anche il sorvolo sul suo territorio, che gli americani volevano utilizzare per la loro guerra disastrosa all’Iran. Alla ‘damnatio’ di Trump si è unito, poteva essere diversamente? Netanyahu che ha affermato che la Spagna “ha diffamato i nostri soldati dell’Idf, i più morali del mondo e ne pagherà il prezzo”. In realtà la Spagna questo prezzo lo sta già pagando perché Trump ha ripetutamente minacciato super dazi contro il Paese iberico.
Si sta ripetutamente parlando, in questi tempi, ma in realtà già da decenni, della superiorità delle democrazie rispetto alle dittature o alle autocrazie. Ebbene, a parte l’aggressione della Russia di Putin all’Ucraina, che qualche ragione per lo meno ce l’aveva perché non piace a nessuno essere circondato da Paesi Nato potenzialmente atomici, è perlomeno dal 2001 che gli americani e i loro reggicoda, politici e mediatici (Giorgia Meloni definì “legittimo” l’attacco al Venezuela e la cattura con carcerazione del suo legittimo presidente, il socialista Nicolas Maduro) non fanno che attaccare Paesi dittatoriali, autoritari e qualche volta nemmeno tali, ma comunque invisi ai padroni del vapore, mentre non è vero il contrario. Quale paese ha attaccato il dittatore coreano Kim Jong-un? Quale paese aveva attaccato l’Iran, messo a ferro e fuoco con l’accusa, particolarmente pretestuosa oltre che ridicola, di volersi fare la Bomba, quando le ispezioni dell’Aiea, Agenzia internazionale per l'energia atomica, hanno sempre accertato che l’arricchimento dell’uranio di Teheran non ha mai superato il 60%, quindi fosse ad usi civili e medici, quando per dotarsi dell’Atomica l’arricchimento deve arrivare al 90%? Facciamo un elenco di queste aggressioni molto democratiche: aggressione e occupazione nel 2001 dell’Afghanistan talebano che non costituiva pericolo alcuno per il cosiddetto occidente (aggressione ed occupazione che finirà nel più inglorioso de modi perché nell’agosto del 2021 i Talebani sono tornati al potere a Kabul); aggressione nel 1999 della Serbia di Slobodan Milosevic colpevole di essere l’unico paese socialista rimasto in Europa; aggressione nel 2003 all’Iraq di Saddam Hussein col pretesto che possedeva armi chimiche che invece non aveva; aggressione nel 2007/2008, per interposta Etiopia, della Somalia (qualcuno ricorderà, forse, che Trump ha definito i somali “spazzatura”); nel 2011 alla Libia del colonnello Moammar Gheddafi. Gheddafi si giocò il potere col coraggioso discorso del 2008 all’Assemblea delle Nazioni Unite, affermando che non era vero che tutti gli Stati fossero uguali, ma ce n’erano alcuni più uguali degli altri, quelli che siedono nel Consiglio di Sicurezza con diritto di veto (Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia, Cina, cioè i vincitori dell’ultima guerra mondiale) e mettendo anche dei dubbi sull’aggressione e l’occupazione dell’Afghanistan.
Gli americani hanno minacciato di sbattere fuori la Spagna dalla Nato. Troppa grazia Sant’Antonio. La Nato è un organismo sostanzialmente in mano agli Stati Uniti, i suoi segretari sono dei fantocci marginali di Paesi marginali, come attualmente l’olandese Mark Rutte o in precedenza il norvegese Jens Stoltenberg. Io mi auguro che il socialista Pedro Sanchez non solo accetti l’esclusione dalla Nato, ma la incoraggi. Hasta la vista, hasta siempre, compagno Pedro.


