UK: la nazione-zombie che va alla guerra
di Riccardo Paccosi - 27/08/2026

Fonte: Riccardo Paccosi
Intorno alla vicenda che ha tenuto banco ieri, inerente alla visita a Mosca del capo della CIA John Ratcliffe, cominciano a emergere varie e per ora non confermate indiscrezioni.
a) in primis, pare che gli americani abbiano chiesto l'intermediazione russa in merito al blocco dell'importazione di terre rare che la Cina ha loro imposto;
b) in secondo luogo, pare sia stato chiesto ai russi di smetterla di aiutare l'Iran almeno fino alle elezioni di mid-term;
c) in terzo luogo - e qui la faccenda riguarderebbe indirettamente anche noi italiani - pare che il capo della CIA abbia minacciato la Russia di non azzardarsi ad attaccare la NATO direttamente: il che, visti i recentissimi sviluppi, equivale all'aver detto di non azzardarsi ad attaccare la Gran Bretagna;
d) a conclusione di quest'elenco di "pare che", vi è infine la voce secondo cui i vertici dell'FSB russo avrebbero risposto picche facendo sì che Ratcliffe se ne tornasse a Washington con le pive nel sacco.
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Stamattina, abbiamo appreso che il neopremier inglese Andy Burnham sta preparando una campagna informativa per avvertire e disciplinare la popolazione dinanzi all'imminente stato di guerra.
La Gran Bretagna è un paese economicamente, socialmente e culturalmente al collasso: una nazione-zombie, secondo la definizione di Emmanuel Todd.
Riuscirà il popolo britannico, quindi, a capire che gli stessi governanti fautori del disastro sociale spingono oggi verso una guerra provocata in modo del tutto unilaterale e contro un paese che dodici anni fa non costituiva alcuna minaccia per il Regno Unito?
Difficile dirlo anche perché tale domanda ne genera immediatamente un'altra: in un contesto sociale travolto dall'immigrazione illimitata e composto da segmenti sociali fra loro estranei fin dal punto di vista linguistico, possiamo dire esista ancora un popolo?
