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Platone e la decrescita

di Paolo Scroccaro - 05/12/2005

Fonte: filosofiatv.org

PLATONE (428 – 347 a.C)

Tutta l’opera di Platone è sostanzialmente conforme allo spirito della “decrescita”; i maggiori riferimenti si trovano nelle Leggi, che è considerata l’ultima sua opera in ordine di tempo.

OTIUM, NON PRODUTTIVISMO

“…gli dei, mossi a compassione del genere umano, destinato per sua natura al lavoro, hanno elargito all’uomo, per ristorarlo nella penosa fatica, degli intervalli di riposo rappresentati dall’alternarsi delle feste istituite in loro onore, e hanno voluto che le Muse, Apollo loro guida e Dioniso, le celebrassero con lui, affinché l’uomo educandosi in quella convivenza festiva con gli dei, ricevesse luce e forza per una vita retta”    
                                                                                                      ( Leggi, II, 653 d-e)

PER LA CRITICA DELL’IMMAGINARIO ECONOMICISTA

“…è impossibile essere contemporaneamente molto ricco e onesto”
                                                                                   (Leggi, V, 742 e)

“abbiamo ripetuto più volte che bisogna lasciare all’ultimo posto la cura della ricchezza…la preoccupazione della ricchezza se vuol essere al giusto posto deve situarsi al terzo e ultimo, in mezzo la cura del corpo e avanti a tutto l’attenzione rivolta all’anima”       (Leggi, V, 743 e)

“non deve trovar posto nello stato, non deve esservi installato il santuario della ricchezza” (Leggi, VII, 801 b)

SOBRIETA’ COMPORTA PACE E ARMONIA

“…non erano miserabili e non diventavano litigiosi sotto la pressione della miseria, ma non erano nemmeno ricchi  perché non possedevano né oro né argento; così vivevano in quel tempo. Nella società dove non sia presente né ricchezza né miseria necessariamente i costumi saranno nobilissimi: infatti non sorge né violenza, né ingiustizia; rivalità e invidie non possono nascere. Erano buoni in grazia di questo stile di vita e di ciò che si dice semplicità”  (Leggi, III, 679 b-c)

“l’eccesso provoca inimicizia e rivolte negli stati…la privazione quasi sempre origina sudditanza” (Leggi, V, 728 e-729a)

“…la guerra non è un divertimento, e in essa non c’è nulla che abbia valore educativo e sia conforme al nostro discorso…bisogna che ciascuno viva la sua vita in pace il più a lungo possibile” (Leggi, VII, 803 d)

ARTIGIANATO

“Ad Efesto e ad Atena è sacro il ceto degli artigiani, che con le loro arti strutturano la nostra vita civile”  (Leggi, XI, 920 d-e)

LOCALISMO

“…è necessario che posseggano una moneta che abbia solo valore interno e sia nulla per tutti gli altri popoli” (Leggi, V, 742 a)

“…nessuno importi incenso e tutti gli altri simili profumi esotici da usare nei sacrifici agli dei, né porpora, né altre tinture che non vengono prodotte dalla terra della regione…Sia d’altra parte vietato esportare quanto è necessario rimanga nello stato”
                                                                                                       (Leggi, VIII, 847 c)

OLTRE L’ANTROPOCENTRISMO

“Anche quel piccolo frammento che tu rappresenti, o uomo limitato, ha sempre un’intima relazione col cosmo o un orientamento ad esso. Ti rimane però celato che tutto il divenire muove in vista dell’universo, affinché la vita di questo giunga alla sua beatitudine essenziale. La vita non si genera in funzione tua, ma tu vieni generato in funzione della vita cosmica” (Leggi, X, 903 c-d)

“…sua patria essendo la terra, egli la deve venerare e curare più che i figli la madre, terra che è dea e per questo signora di chi è uomo mortale” (Leggi, V, 740 a)

TUTTO E’ RELAZIONATO

“…il cercare di separare l’ente da ogni altro essere non è semplicemente un errore: ben di più, è cosa tipica di chi manca totalmente dei doni delle Muse e di mentalità filosofica” (Sofista, 259 d-e)

“…cielo, terra, dei e uomini sono collegati in un tutto…e per tale motivo questo tutto è chiamato cosmo” (Gorgia, 507 e-508 a)


     Tutte le cose
     vicine o lontane
     Segretamente
     sono tra loro legate
     da un’immortale potenza
     Sicché cogliendo un fiore
     una stella è turbata

                           F. Thompson