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L’Italia e i “poteri fortissimi”

di Carlo Gambescia - 14/02/2006

Fonte: lineaquotidiano.it

L’inchiesta del “Corriere Economia” sull’investment bank americana


Ogni tanto qualche passo
falso lo fa pure il
“Corriere Economia”.
solo per questa possibilità (e
anche per gli articoli di Geminello
Alvi, a proposito non
perdetevi il suo libro in uscita,
Le rendite degli italiani),
merita di essere letto attentamente
ogni settimana. Non
dico, in religioso silenzio, ma
visto taglio e contenuti di certi
articoli, quasi…
Di quale passo falso si tratta?
Al tempo. Nel numero di
lunedì scorso, è apparsa un’inchiesta
di Danilo Taino sul
rapporto speciale tra le nostre
istituzioni e l’investment bank
americana”, Goldman Sachs.
Da lui subito definita democristianamente
“una palestra
per governanti”… Ma, escluso
il titolo modaiolo (“Coppie di
fatto, Italia e Goldman
Sachs”), l’intero taglio del servizio
ricorda certi pezzi pubblicati
sui bollettini religiosi.
Quando escono con quei resoconti
zuccherosi della gita ad
Assisi delle pie donne cinguettanti,
avvenuta il mese
precedente.
L’attacco del pezzo, col profilo
aureolato del “capo supremo”
di Goldman, Henry
“Hank” Paulson , è irresistibile,
da “viva viva Sant’Eusebio,
protettore dell’anima
mia”. Sentite: “Non beve, non
fuma, vive ancora con la prima
moglie, è un affiliato alla
Chiesa di Cristo Scientista, è
un anti-consumista e ‘non lo
vedrete mai su una Porsche’,
dice un suo ex collega; ha un
pacchetto di azioni che valgono
sui 500 milioni di dollari,
ma ne vende ogni tanto un po’
solo per beneficenza”.
Ovviamente dopo aver
descritto il santo, Taino fa l’elenco
dei miracolati: “Ma
strana è un po’ tutta Goldman
Sachs: misteriosa e immersa
in una certa mistica, potente,
ma a suo modo eccentrica, un
animale che in Italia non molti
capiscono, ma dal quale
quasi tutti sono affascinati”. E
“l’ultimo a esserne stato catturato
è Mario Monti. Ne è
diventato adviser da qualche
settimana”. Amen.
Ma ecco il passo falso: Il
sagrestano, pardon Taino, fa
seguire i nomi di altri miracolati,
o colpiti da improvviso
benessere sulla strada, lastricata
di dollari, della nuova
Damasco: Paolo Zannoni,
attuale capo dell’Investment
Banking di Goldman in Italia,
Mario Draghi (ormai più
famoso della Coca Cola),
Claudio Costamagna, ex Montedison,
Romano Prodi, e poi
Diego De Giorgi, Massimo
Tononi, Andrea Ponti, Chicco
di Stasi, James del Favero.
Tutta gente più o meno famosa
in entrata e uscita da Goldman
Sachs. E chissà quanti
altri personaggi “minori”,
oggi annidati in uffici minimalle
scicche (per dirla con
Ricucci), che un giorno saranno
famosi, perché finiti
capo, che so, dell’Antitrust
italiana… Insomma, è proprio
il caso di canticchiare, eravamo
quattro Goldman Sachs? Benefattori, certo…
amici al bar… di Wall Street. Grazie a
Taino, ora c’è un po’ di materiale in più per un
Blondet o per chi desideri approfondire, ad
esempio, tutti i perché della recente nomina di
Draghi. Ma anche capire come mai un ex adviser
come Prodi, sia stato per la seconda volta
scelto come presidente candidato del centrosinistra.
Inoltre il buon Taino fa anche i nomi di altri
miracolati americani, premiati con incarichi
prestigiosi all’interno delle amministrazioni
Clinton e Bush (Bob Rubin, John Corzine, Steve
Fiedman e altri ancora). Goldman ha persino
infilato uomini suoi fin dentro Pechino. I
“dietrologi” ringraziano.
E come viene giustificata “tanta influenza sul
Belpaese”? “Competenza, esperienza”, e
soprattutto, “relazioni”. Certo, nessuno l’aveva
capito… Quanto poi a possibili cattive intenzioni
speculative di Goldman verso l’Italia,
Taino le esclude a priori. “Un’ipotesi – scrive
– che a Goldman Sachs respingono, siamo
così coinvolti negli affari italiani – dicono –
che significherebbe fare del male prima di tutto
a noi stessi. La beneficenza dell’ascetico
Christian Scientist che li guida ne
soffrirebbe”.
“Viva Viva Sant’Eusebio protettore dell’anima
mia…”.
Oppure, se preferite, come raccontava, credo,
il grande Petrolini: “Quando chiedi all’oste, se
il vino è buono, ti risponde sempre che è buonissimo…”.