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Il complesso di inferiorità crescente dell’America comincia a colpire la Russia

di Robert Bridge* - 31/08/2009

 

Con gli Stati Uniti che attraversano una fase negativa sociale, politica ed economica di proporzioni epiche, è una coincidenza che le notizie sulla Russia stiano diventando sempre più ostili?

Stranamente, la fine della guerra fredda non ha alterato significativamente la percezione dei media occidentali della Russia. In effetti, il crollo del comunismo sembra aver costretto il sistema dei media americani a presentare le nefandezze della Russia con più entusiasmo di prima.

Forse la fine catastrofica dell'Unione Sovietica, un nemico prezioso che ha distolto la scarsa attenzione dell’America dalla miriade di suoi problemi interni, è in gran parte responsabile del fatto che i media americani siano ancora congelati nei loro ‘bei tempi’ del periodo della guerra fredda. O forse gli americani hanno semplicemente assorbito troppi film di James Bond, e letto anche molti romanzi di spionaggio di James (Tom, NdT) Clancy, per visualizzare la Russia in nessun’altro modo che negativo.

Comunque sia, questa prevedibile reazione istintiva a tutte le cose russe, tradisce di più sulla mentalità dei media americani, per non parlare delle reali condizioni sociali nella Main Street degli USA, che su qualsiasi collegamento remoto alla Russia moderna.

 

"Labbrone Biden" segnala la libera discussione sulla Russia

Nel mese di luglio, il Vice-Presidente degli USA, Joe Biden, pochi giorni dopo che il suo comandante-in-parola facesse un viaggio di successo a Mosca, ha sparato il colpo di avvio per l'ultima ondata di retorica anti-russa, quando s’è lamentato che "la Russia ha alcune decisioni molto difficili da prendere".

"Ha subito la riduzione della popolazione", ha iniziato Biden. "Ha una economia in discesa, ha un settore bancario che non probabilmente non sarà in grado di sopportare i prossimi 15 anni".

Tirata gratuita di Biden contro la Russia, oltre a tradire un livello preoccupante di disunione dell’America nel settore della politica estera; ma è stata, per molti versi, un riflesso paranoico dei molti problemi che ora gli Stati Uniti hanno di fronte. Dopo tutto, il mondo intero ora attraversa una palude economica di proporzioni da dinosauro, e la maggior parte di esso dovrà prendere "decisioni difficili".

Oltre alla parte sul "calo della popolazione", secondo cui l'America dovrebbe affrontare la Russia non meno che se lo stato del Messico non fosse mai esistito, Biden ha descritto parola per parola i problemi profondi che ora intaccano il piedistallo della superpotenza americana.

"Il numero di banche degli Stati Uniti con problemi è salito al livello più alto in 15 anni, tra aprile e giugno", la BBC ha riferito, aggiungendo che "81 banche statunitensi sono state costrette a chiudere quest’anno". Ma la linea che segue fornisce un indizio reale dell’inspiegabile offensiva russa di Biden: "Il regolatore (Federal Deposit Insurance Company, o FDIC), ha detto che a causa del gran numero di banche fallite, il suo fondo di assicurazione dei depositi - che salvaguarda fino a $ 250.000 ( 154.000 di sterline) per ogni conto bancario personale - era sceso del 20% tra aprile e giugno, fino a $ 10,4 miliardi di dollari (6,4 miliardi di euro di sterline)."

Dato questo scenario davvero inquietante per le banche degli Stati Uniti, nel futuro molto prossimo, qual è stato il pensiero del Vice-Presidente degli Stati Uniti quando aveva predetto calamità – nei prossimi 15 anni - per il sistema bancario russo?

Forse Biden ha pensato retoricamente che, scaricando i piatti sporchi nel grande lavabo della Russia, i pressanti compiti domestici dell’America dovrebbero andare giù nello scarico? Purtroppo, non è così semplice.

O forse Biden vuole che il mondo dimentichi che è dell'America, "l’economia in discesa", e non della Russia, e che essa è stata in gran parte responsabile del precipizio nel tracollo economico di tutto il pianeta. Questo fatto richiede più di un accenno..

Gli americani si scusano per l'incidente del 2008, biasimando questa crisi economica recentissima con la intrinseca "sofisticazione" dei modelli finanziari americani, che a quanto pare si sono rivelati troppo oscuri per le menti semplici dei consumatori.

In altre parole, il consumatore americano avrebbe potuto solo leggere la parola stampata alla fine di tutti quei milioni di prestiti ipotecari, o consultato una guida o un guru finanziario, e si sarebbe reso conto che il suo semplice mutuo sulla casa, in realtà era un mutuo "a tasso variabile." Avrebbe poi capito che sarebbe stato costretto - nonostante la sua capacità di dare la caparra - a una fascia superiore del mutuo, una volta che il suo "mutuo a tasso variabile" magicamente resettasse se stesso.

"Più di uno su otto mutuatari ipotecari negli Usa, era indietro nei pagamenti o ne era escluso alla fine del secondo trimestre", ha riportato la scorsa settimana il Financial Times, "con l'aumento della disoccupazione, si è aggravata la crisi degli alloggi, ha detto ieri la Mortgage Bankers Association".

Queste sono le cifre più inquietanti per le ipoteche degli Stati Uniti dopo che l'MBA ha iniziato a tenere la contabilità dal 1972, ciò pone la domanda: quando è l'America invierà i propri cittadini per un week-end nel campo capitalista, in modo che possano apprendere i segreti sporchi all'interno del sistema?

Immaginate le conseguenze se una tale vergognosa, immorale cosa fosse accaduta in Russia: i media occidentali avrebbero urlato alla "corruzione" e alla mancanza di trasparenza e di credenziali democratiche. Ma quando la stessa cosa malvagia si verifica nel ‘God's Country’, i pomposi economisti danno la colpa alla ‘sofisticazione del sistema’, nonostante un livello di corruzione e di collusione politica-azienda che lascia senza fiato.

Nel frattempo, gli americani malconci continuano ad avere la speranza che con un po' più di traccheggiamenti con la versione anglo-sassone del laissez-faire,

col prendere o lasciare qualche triliardo di dollari iniettati per cortesia dal selvaggio Fed, tutto tornerà al ‘business as usual’.

In realtà, gli americani sono così fiduciosi circa le loro prospettive future, che possono anche rifiutare l'assistenza sanitaria nazionale - nel bel mezzo della peggiore crisi economica dalla Grande Depressione - al tempo stesso sono felici di morire puntellando le banche e le società degli Stati Uniti con le proprie imposta in dollari. E poi si può criticare, in realtà, un piano sanitario nazionale come "socialista"! Hello? Yes, le luci sono accese in America, ma a casa c’è qualcuno?

Col senno del poi, la bordata russa di Biden ha voluto sottolineare che il viaggio di Obama a Mosca, che si è concentrato sul disarmo nucleare e l'equilibrio di potere, non dovrebbe essere frainteso come un inchino degli Stati Uniti verso la sua ex nemesi della Guerra Fredda. Piuttosto, i commenti bizzarri di Biden sono stati progettati per suggerire che in realtà era la Russia, che era alla ricerca di carità a buon mercato, a causa della sua "pericolosa" la situazione economica. I tentativi di Hillary Clinton per un appeasement del giorno dopo ( "Vediamo la Russia come una grande potenza", ha detto ai giornalisti), sono solo servite a ingrandire le affermazioni ridicole di Biden.

 

I russi stanno arrivando! I russi stanno arrivando!

"I Russi", secondo Richard Pipes, iscritto nel deliziosamente obiettivo Wall Street Journal (Pride and Power, 22-23 Agosto, 2009), "Presentano lo stato del loro paese come una forza da non sottovalutare: un paese da rispettare e temere. "Ma dal momento che non sono in grado di fermare il Fenomeno Stati Uniti dal trainare il pianeta, l'unica cosa che rimane da fare per la Russia, Pipes ritiene, è quello di svolgere il ruolo del cattivo che sabota tutti i piani della benevola America.”

"Nelle condizioni attuali", scrive Pipes, "il modo più semplice per loro (i russi) di raggiungere questo obiettivo (lo status di superpotenza), e dire no alla innegabile superpotenza, gli Stati Uniti".

In quest’ultimo epitaffio della Russia, Pipes sostiene che questo desiderio intrinseco dei russi di avere lo status di superpotenza, non è null’altro che un tantra, tra cui "il proprio sdegno per la proposta degli Stati Uniti di installare difese antimissile in Polonia e nella Repubblica Ceca".

Così nella visione della Patria escogitata dall’accademico Mr. Pipes, la maggior parte dei russi in questi giorni si stanno riunendo nelle loro cupe cucine, sorseggiando tè amaro, mentre cospirano su come restituire un impero alla gloriosa Patria. Questo giornalista si è seduto in un sacco di cucine russe, ma l’"impero restaurato" è un tema che non è mai una volta giunto in conversazione. Il solo parlare di "espansione" sembra coinvolgere la dacia privata nei sobborghi.

Secondo ‘Pipedream’ (trip chimico. NdT) Pipes, la fissazione della Russia al ritorno nel suo "giusto posto nel mondo", è la causa principale del "comportamento anomalo" della Russia e del deragliamento di tutti i piani grandiosi dell’America, la maggior parte dei quali (Vietnam, Iraq, Afghanistan) hanno una terribile tendenza ai ritorni di fiamma. In altre parole, quando la Russia chiede della necessità di un sistema missilistico di difesa, per esempio, nel suo cortile geopolitico, agisce in modo aggressivo e perfino nazionalista.

In questi giorni di fuoco e di zolfo economici, anche le foto dei pettorali di Putin suscita i timori di una Russia risorgente.

Una manifestazione del desiderio della Russia per lo status di superpotenza, secondo la logica del Financial Times, è data dal Primo Ministro Vladimir Putin che va a cavallo a torso nudo, a beneficio dei paparazzi.

"La coazione apparente di Putin nell’ostentare il suo torso”, ipotizza FT, "offre una metafora infelice della Russia stessa: un grande, ma dal potere declinante, si illude che una dimostrazione di muscoli sia il modo per aggrapparsi alla gloria del passato."

Sì, è vero, Putin godendosi una giornata a torso nudo in giro per la Siberia, dimostra, in qualche modo, l’innato desiderio della Russia di conquistare il mondo.

Ma che dire di Barack Obama e Nicolas Sarkozy, che sono stati anche presi casualmente a mostrare i loro pettorali? Sono questi i leader di un potere meno affamato di Vladimir Putin, poiché, in un momento di machismo, e nonostante un po' agiografia, hanno presentato i loro pettorali sulla scena mondiale? E non è nemmeno il caso di tentare di psicanalizzare il machismo anzianotto di Silvio Berlusconi d'Italia.

 

L'Impero colpisce se stesso

Appena 5 anni fa, il mondo accademico americano non ha potuto resistere nel gorgheggiare da ogni pulpito per l'avanzata dell’"impero americano". Max Boot, uno storico militare, tirava calci per "Il Caso dell’Impero Americano", mentre l’autore neoconservatore Charles Krauthammer cantò, nel periodo precedente alla guerra in Iraq, che "Le persone ora tirano fuori allo scoperto la parola impero. Il fatto è che nessun paese è stato così dominante culturalmente, economicamente, tecnologicamente e militarmente nella storia del mondo, quanto l'impero romano", ha detto in uno dei suoi momenti di più spettrale unilateralismo.

Oggi, con l'America che continua a lottare con la triste realtà di una guerra su due fronti (Iraq e in Afghanistan), queste persone ora si leccano le ferite accademiche, sfogliano gli indici storici con parole più rilevanti oltre ad "impero", tra cui "sovraestensione" e "deliri di potenza".

Attualmente, le notizie dall’Afghanistan e dall’Iraq stanno lentamente scomparendo dalle prime pagine. Quando le storie dal fronte di guerra cesseranno di essere pubblicate sui giornali, questo potrà significare solo una cosa: le cose sul fronte vanno male.. Dopo tutto, non si nascondono i propri successi militari al popolo della propria nazione.

Oggi, quando i limiti del potere unilaterale sono stati ancora una volta dimostrati, gli scrittori americani stanno assumendo un aspetto più sobrio della realtà attuale. Diverse cose sono già prevedibilmente umilianti: la Cina, per esempio, grande trasformer dell'Asia, supererà gli Stati Uniti in termini di produttività nei prossimi cinque anni, e forse anche prima, e il costo di combattere guerre su due fronti - in Afghanistan e in Iraq - finirà per diventare insostenibile, se non impossibile da vincere, senza una nuova invenzione rivoluzionaria, alla pari con l'automobile o il computer, il futuro dell'economia americana resta su un terreno molto instabile. Nel frattempo, a meno che l'America cominci a investire molto di più sulle questioni interne (sanità, infrastrutture, istruzione), la sua complessiva situazione economica nel mondo continuerà a soffrirne.

Ma forse è imprevedibile quali cose preoccupino maggiormente gli Stati Uniti. La politica americana è testimone di un livello di partigianeria, non visto dai tempi della guerra del Vietnam. Le riunioni da municipio hanno esposto la brutta faccia di un sistema bipartito che getta sul ring gli elettori contro se stessi.

Non c’è via d’uscita a un cambiamento reale disponibile, con i media di proprietà dei colossi delle corporation, si rifiutano di riconoscere la popolarità del pensiero dei contendenti veramente radicali (si pensi Ron Paul, per esempio, o a Dennis Kucinich, due candidati ‘presidenziali’ che hanno attirato abbastanza sostegno pubblico, tranne laddove conta di più - sui giornali e nell’etere).

L’America ritiene che, caratterizzando la Russia come un mostro minaccioso in ogni occasione, questo devierà il pieno impatto della sua preoccupante situazione interna. Le informazioni negative sugli altri paesi non sono certamente una nuova strategia. Tuttavia, questo trucco può funzionare solo finché la vera fonte del malessere di una nazione viene giustamente rivelato. E a questo punto gli Stati Uniti saranno costretti ad affrontare i loro demoni interni – e unilateralmente.

*Russia Today August 28, 2009

Traduzione di Alessandro Lattanzio