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Dossier 9/11

di megachip - 06/10/2006





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sulle nostre iniziative

COME PRIMA COSA CONSIGLIAMO DI VISIONARE IL FILM PIU' COMPLETO SINO AD ORA USCITO IN RETE:
LOOSE CHANGE 2ND EDITION
IN SECONDO LUOGO VI INVITIAMO A VISIONARE IL NOSTRO DOSSIER ANTI MISTIFICAZIONI:

 

DOSSIER 9-11

CONFRONTING THE EVIDENCE
Per la riapertura del caso 11 settembre

a cura di Paolo Jormi Bianchi

Basato sul Dvd Confronting the Evidence – a Call to Reopen the 9-11 Investigation

LE FALLE NEL RAPPORTO UFFICIALE SUL 9-11
Contributo del prof. David Ray Griffin al Dvd “Confronting the Evidence – a Call to Reopen the 9-11 Investigation”
L'INCREDIBILE MENZOGNA
Contenuti del film “In Plane Site” di David VonKleist
LA “SPONTANEA” POLVERIZZAZIONE DELLE TORRI E IL MISTERO DEL BULDING SEVEN
“QUESTA NON E' UNA ESERCITAZIONE”
Contenuto dei film “The Great Deception” e “The Great Cospiracy” di Barrie Zwicker, giornalista televisivo canadese
LO SPORCO LAVORO DELL'FBI
Contenuti del film “9-11 The Road to Tyranny ” di Alex Jones
UNA NUOVA PEARL HARBOUR
Intervista della rete I.N.N. a James Bamford , autore di “A Pretext for War” e “Body of Secrets”


Bibliografia essenziale

a cura di Roberto Vignoli


CONSIGLIAMO DI VISITARE I SITI:

The Center for Cooperative Research
http://www.cooperativeresearch.org/

Scholars for 9/11 Truth
http://www.st911.org/

9-11 Review. A Resource for Understanding the 9/11/01 Attack
http://911review.com/

Conferenza 2-4 giugno - Chicago:
http://www.911truth.org/ChicagoConference.htm

Siamo oltre le 4000 firme.
Alcuni dei firmatari:

Paolo Barnard Giornalista e scrittore
Oliviero Beha Giornalista e scrittore
Franco Cardini Storico, scrittore, Professore ordinario c/o Istituto Italiano di Scienze Umane
Giulietto Chiesa Giornalista, scrittore, Europarlamentare
Franco Fracassi Giornalista e scrittore, Casa di produzione documentari "Telemaco"
Claudio Fracassi Giornalista e scrittore
Udo Gümpel Giornalista tv, regista
Gianni Minà Giornalista e scrittore, direttore di "Latinoamerica"
Marina Montesano Scrittrice e ricercatrice autore del libro "Mistero Americano"
Roberto Morrione Direttore di Rainews24
Sigfrido Ranucci Giornalista Rainews24
Lidia Ravera Giornalista e scrittrice
Sbancor Giornalista, economista
Stefano Sylos Labini Geologo
Francesco Sylos Labini Fisico

 

11 settembre 2001: rompere il muro del silenzio

di Giulietto Chiesa e il Gruppo di lavoro sull'11 settembre 2001 dell'associazione Megachip

“L'esplosione c'è stata; enorme, spaventosa. Il botto ci raggiungerà, ci assordirà. Potrebbe spazzarci via”.
Tiziano Terzani

E' difficile “creare il consenso su questioni di politica estera, tranne che in presenza di una minaccia nemica, enorme, direttamente percepita a livello di massa”.
Zbignev Brzezinski

L'11 settembre del 2001 ha cambiato il corso della storia e ha modificato l'intero quadro mondiale. A seguito del tragico e spettacolare attentato, in cui hanno perso la vita circa tremila persone innocenti, gran parte delle certezze occidentali sono andate in frantumi. Ne è seguita un'offensiva statunitense che ha già prodotto due guerre e ha modificato non solo la geopolitica di intere aree del pianeta, ma tutti i rapporti di forza consolidati nei decenni precedenti.

Sebbene i responsabili dell'attacco siano stati additati al mondo con singolare rapidità, una spiegazione complessiva degli avvenimenti dell'11 settembre, e della loro preparazione, ha impiegato oltre tre anni per venire formulata da una commissione d'inchiesta del Congresso degli Stati Uniti. Un solo, presunto responsabile, è stato giudicato da un regolare tribunale e condannato all'ergastolo.

Tuttavia dopo un'analisi attenta si evince che la versione ufficiale è non solo lacunosa in decine di punti essenziali, ma in altre decine di punti essa è dimostrabilmente falsa.

La falsità, le reticenze e le palesi incongruenze della ricostruzione ufficiale, sollevano altri, pesantissimi interrogativi. Non vi è bisogno di mentire quando la verità è chiara. Dunque, se i poteri mentono, ciò significa che vogliono impedire l'emergere della verità. E la menzogna indica che i presunti kamikaze non hanno agito da soli e che essi hanno avuto potenti alleati a diversi livelli dell'establishment statunitense, nelle stesse strutture difensive, nelle istituzioni preposte alla difesa della sicurezza del paese.

I media – a cominciare da quelli statunitensi – hanno, salvo rarissime eccezioni, seguito l'interpretazione ufficiale, e negli anni successivi hanno lasciato cadere la cortina del silenzio assoluto. Essi hanno applicato la legge del giornalismo contemporaneo, secondo cui “ciò che non dovrebbe essere vero, non lo è” (Gore Vidal). Noi non accettiamo questo criterio.

L'eccezionale rilevanza dell'evento 11 di settembre, e delle sue ripercussioni planetarie , appare del tutto incompatibile con tali e tante omissioni, distrazioni, dimenticanze, silenzi. La tesi dell'inefficienza, delle incompetenze, non regge alla più elementare delle verifiche. Tanto da indurre il sospetto che vi sia stata e vi sia tuttora una deliberata intenzione di impedire l'accertamento della verità.

Di fronte a tante inspiegabili stranezze che circondano un evento cruciale per la nostra storia comune, è doveroso porre domande e cercare risposte. Molti hanno già cercato di farlo in questi anni e una enorme mole di fatti, di dati, di analisi, di immagini è già stata raccolta e posta sotto il vaglio rigoroso delle verifiche. Esse confermano tutti i sospetti.

Noi intendiamo portare il nostro contributo a questo lavoro, consapevoli che la pace e la democrazia corrano gravi pericoli fino a che non si riuscirà a fare luce sulle responsabilità e sulle stesse modalità con cui gli attentati terroristici del 11 settembre furono compiuti.

E' stato scritto autorevolmente che la verità sull'11 settembre non la saprà questa generazione. Noi non possiamo pretendere di sostituirci agl'investigatori che hanno svolto la loro opera a partire dai dati primari raccolti sui luoghi e ascoltati dai testimoni diretti. Ma i materiali che essi stessi hanno prodotto rivelano falsità ed errori che possono essere dimostrati.

Nostro compito non potrà dunque essere quello di ricostruire integralmente la verità dei fatti, ma quello di verificare se, dove, come le ricostruzioni fin qui tentate (quelle ufficiali e quelle di studiosi, giornalisti, ricercatori, esperti, esponenti dei servizi segreti) siano coerenti con i fatti accertati e con le deduzioni praticabili in termini scientificamente e logicamente corretti. Solo dopo avere evidenziato l'errore si cercherà di procedere oltre nella ricerca delle possibili spiegazioni.

La gigantesca opera di raccolta dati e di analisi impone un lavoro di gruppo. Noi intendiamo portare avanti una ricerca collettiva, il cui obiettivo sarà di produrre una serie di iniziative informative multimediali, capaci di raggiungere in primo luogo il pubblico specialistico e i giornalisti. Una serie di verifiche preliminari ci consente di affermare che il livello d'informazione attorno a questo evento e alle sue implicazioni è estremamente basso perfino ai livelli delle decisioni politiche e dei luoghi dove l'informazione viene elaborata.

Siamo consapevoli che toccare questo argomento significa esporsi al rischio (minore) di vedersi inclusi nella categoria dei visionari, dei complottisti, dei dietrologi. E al rischio (maggiore) di essere sottoposti all'attacco (prevedibile) del mainstream informativo, cioè di coloro che hanno finora taciuto. Per questa ragione abbiamo coinvolto e coinvolgeremo un gran numero di specialisti di provata competenza nei diversi campi dell'indagine. Essi daranno le garanzie sufficienti per evitare rischi di manipolazione e di interpretazione malevola e partigiana del lavoro che stiamo compiendo.

Noi siamo consapevoli del fatto che le valutazioni sulla ampiezza delle complicità più o meno ufficiali possono essere assai diverse, ma siamo accumunati dalla convinzione della necessità di una investigazione indipendente, resa indispensabile dall'enorme vastità delle implicazioni. In nome delle vittime prima di tutto, ma anche per difendere la pace mondiale e la nostra stessa vita di cittadini, i cui diritti civili e umani sono stati, a partire dall'11 settembre, già seriamente minati, così come sono state lesionate le fondamentali regole della convivenza internazionale.

Chiunque condivida queste preoccupazioni sottoscriva questo manifesto, “per rompere il muro del silenzio”.

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Giulietto Chiesa
Gruppo di lavoro sull'11 settembre 2001 dell'associazione Megachip