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Monti aiuta le banche sulla pelle degli italiani

di Pietro Golia - 24/01/2012

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Il circo mediatico martella: il governo Monti è il più serio tra i governi che tassano, con sempre più nuove tasse, nuove manovre che annunciano le successive all’insegna – questo non lo dicono – del pagherete caro, pagherete tutti, voi ceti deboli, voi nuovi poveri, voi pensionati.
La manovra di Monti, il programma lacrime e sangue, la pressione fiscale e le leggi da dittatura fiscale e da stato d’eccezione toccheranno il massimo storico.
Tutti sono favorevoli alle stangate fiscali.
In Italia, a differenza di altri paesi europei, non esiste alcuna forza politica, né di sinistra né di destra, la cui priorità sia effettivamente la riduzione delle tasse e un autentico programma di sviluppo e di crescita. I partiti si illudono, fanno i furbi, fingono di contrastare i provvedimenti del governo tecnico, però poi lo votano: rischiano l’estinzione. Mario Monti alla ricerca del consenso svela la doppia verità dei partiti. “Il loro appoggio è più grande di quello che a volte dichiarano…”
Gas e luce corrono più del carovita, da gennaio corrono nuovi aumenti.
Decreto Salva Italia con la sua sonorità retorica e truffaldina?
I commercianti, per dirne un’altra, denunciano al nuovo governo che nelle nostre città sono scomparse negli ultimi sette anni centomila imprese commerciali, trecentomila posti di lavoro e che nei prossimi cinque anni 80 mila imprese usciranno dal mercato e andranno persi altri 240 mila posti di lavoro.
È questo che si vuole, tenendo aperti gli esercizi commerciali 24 ore su 24 festivi e domeniche comprese, a favore della Grande Distribuzione? Perché si vuol fare quest’altro regalo alla Grande Distribuzione che già oggi detiene il 70 per cento della quota mercato di consumi alimentari?
Impiegati e operai da licenziare, questa è un’altra priorità della direttiva segreta di agosto della Banca Centrale Europea. Nessuno protesta seriamente.
Scrive Guido Ceronetti, a proposito di tracciabilità e nostalgia per le banconote di fronte all’insistente minaccia della moneta elettronica: “Tra poco il libretto di conto corrente sarà una reliquia del passato, perché il furore governativo di rincorrere la tracciabilità (parola da gergo squisitamente totalitario) l’avrà reso, per sfinimento dell’utente, inutilizzabile”.
Lo stesso Romano Prodi è costretto ad ammettere: “Tuttavia non si avrà mai la quiete fino a che le divisioni europee spingeranno la finanza senza volto a colpire il paese più debole, al fine di lucrare sulla sua debolezza. Francia e Germania non hanno ancora capito che, se questo processo va avanti, saranno loro stessi a rimanere con il cerino in mano”.
Romano Prodi, amici e compagni non hanno ancora capito che con l’alta finanza pigliatutto, irritabile e minacciosa, senza volto, c’è poco da scherzare con le parole.
E che bisognerà fronteggiare l’aumento dei poteri della Banca Centrale Europea e che anche quelli che hanno un adeguato posto nei banchi della classe superiore e hanno fatto i compiti a casa sono delle semplici marionette dei banchieri.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dice che la democrazia “è stata sospesa”; non è vero: è stata abrogata, perché il governo Monti non è un governo eletto dal popolo.
E quando si chiedono “ulteriori sacrifici per i meno abbienti”, significa che da tempo si sta percorrendo la strada dell’ingiustizia sociale a favore della classe dei superricchi e di una avidità usuraria e demoniaca. Siamo all’impazzimento dei codici e dei linguaggi, ché la diritta via era smarrita.
“Per incontrare la speranza, bisogna andare al di là della disperazione. Quando si va alla fine della notte, si incontra una nuova aurora”.
Georges Bernanos, qui, indica la strada dei viandanti in cammino fino alla fine della notte, senza rassegnarsi mai alle tenebre e ai suoi padroni perché c’è la certezza dell’aurora che anticipa una nuova giornata.
Mai dimenticare che la vita è un eterno ritorno.